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Associazione culturale Barabàn

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Home arrow News arrow A Transonora il 2° premio dell'Ordine degli Architetti di Milano
A Transonora il 2° premio dell'Ordine degli Architetti di Milano Stampa E-mail

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Transonora. Transizioni sonore della tradizione la tesi di Laurea di Filippo Muzzi, fiorentino, discussa il 3 ottobre 2019, ha vinto il secondo premio delle migliori tesi nel 2019 del Politecnico di Milano istituito dall'Ordine degli Architetti milanese.

Il 17 dicembre 2020 la premiazione al Politecnico di Milano.
Per seguire la cerimonia: https://register.gotowebinar.com/register/4914333602571626251

Al progetto - relatore Ico Migliore - aveva collaborato in piccola parte anche Barabàn fornendo spunti e materiali sonori utilizzati dall'arch. Muzzi nella Tesi di Laurea.
Lavoro innovativo, coraggioso, fuori dai soliti schemi nei quali troppo spesso è stata rinchiusa la musica di tradizione orale, Filippo Muzzi ha saputo coniugare con serietà e professionalità tradizione, presente, memoria e futuro. Premio ultra-meritato, quindi, a un lavoro che, tra l'altro, ci auguriamo possa fornire spunti di riflessione anche al mondo della musica di tradizione da troppo tempo immobile e incapace di pensare a progetti di ampio respiro.

 

Transonora. Transizioni sonore della tradizione
di Filippo Muzzi
Corso di Laurea Magistrale
in Design degli Interni
Politecnico di Milano
A.A. 2018-2019

Abstract
La cultura alla quale apparteniamo definisce la nostra identità. Ma la cultura non è un qualcosa di statico e assoluto, quanto invece un processo continuo di ridefinizione, trasformazione e arricchimento, che nasce proprio dall’incontro e dal dialogo con l’altro. La nostra identità andrebbe quindi vista più come una pluridentità: tutti noi siamo, secondo il poeta Mohammed Bennis, delle voci polifoniche e non degli echi unidirezionali, o, come sostiene l’antropologo Marco Aime, dei portatori di mazzi di identità. Di questi mazzi, risulta di peculiare interesse l’identità che ci lega alla storia della terra da cui proveniamo – la cultura popolare –, fatta di credenze, usanze, riti e canti: si tratta di un patrimonio in via di estinzione, troppo lento e incompatibile rispetto alla velocità travolgente e omogeneizzante della cultura del progresso, ma che ha una singolarità e un’autonomia storica così forte rispetto alla cultura ufficiale e scritta, che potrebbe essere capace di darci inedite letture del nostro contemporaneo. La quantità di valori unici che possiamo riprendere da tante espressioni folkloriche, infatti, può oggi stimolare nuove pratiche di recupero e reinterpretazione – che chiameremo morfizzazioni –, capaci di dare vita a nuove e feconde espressioni culturali, allo stesso tempo elevando a memoria viva ciò che stava per essere dimenticato. Di questo patrimonio, la musica, in particolare, risulta un elemento capace di rivelare quei sentimenti veri e caratteristici che hanno definito un popolo, nel cantare le sue paure, le sue gioie, il suo attaccamento alla terra. Questa tesi si pone così l’obiettivo di mostrare e adottare i meccanismi di reinterpretazione contemporanea della cultura popolare, per dare nuova linfa e nuove forme alle espressioni sonore della tradizione. In particolare, attraverso il progetto di tre installazioni sonore, allestite in una piazza storica di Milano e concepite come fossero cantastorie contemporanei, supportati dalla tecnologia, si vuole dare vita a un racconto vivo della musica popolare lombarda e allo stesso tempo evocare i tre momenti compresenti della tradizione: quello della trasmissione, quello della ricomposizione e quello della trasformazione. Transonora, dunque, si presenta come la dimostrazione dell’unicità della tradizione musicale nel suo essere una transizione: ovvero, come suggerisce la definizione ambivalente del termine, una coesistenza sincretica tra la conservazione, che avviene nel passaggio, e, contemporaneamente, il bisogno di ridefinizione, che si attua nella trasformazione.

 

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