Barabàn
Live
(1994) ACB/CD06 (CD, MC)

1) La merla 2) Ol me buntemp/Balletto dello Squilletti/Sestrina 3) Danze di carnevale 4) Donna lombarda 5) Polche dell'Appennino 6) Pastorale 7) O Gin Gin/Manfrina 8) Lena 9) Valzer per Sarajevo 10) Le pute ege/Monfrina di Carlin 11) O Gorizia tu sei maledetta 12) Balli distaccati 13) Ven a cà el sò umen 14) Ballo dal curioso accidente/Naquane 15) La brunetta 16) Saltarello/Kak pri luge, pri luzke/Russiano

 

Musicisti

Vincenzo Caglioti: organetti diatonici, tastiere, voce

Aurelio Citelli: voce, tastiere, ghironda, chitarra, mandolino

Giuliano Grasso: violino, viola, voce

Guido Montaldo: flauti, piffero, tin whistle, voce

Diego Ronzio: sax contralto, clarinetto, midi wind controller, percussioni, voce

Paolo Ronzio: chitarra acustica, piva, mandolino, tin whistle, voce

 

1. La Merla Morbegno (Italy) / 7th October 1993

Secondo una leggenda padana, gli ultimi tre giorni di gennaio, chiamati i "dì della merla", sarebbero i più freddi dell'anno. In questi giorni, e per tutto il mese precedente, i contadini della bassa cremonese attuavano una serie di pratiche propiziatorie volte a conoscere le previsioni del tempo per i dodici mesi successivi e a trarre auspici per la bachicoltura. I riti si concludevano nei "dì della merla" quando due squadre di cantori, battendo aste di legno, eseguivano alcuni canti, fra cui "Tra la ruca in mès a l'era", dandosi risposta dalle sponde di un corso d'acqua. La parte vocale, qui elaborata, è stata raccolta da Giuliano Grasso; lo strumentale è stato composto da Aurelio Citelli. E' il brano con il quale Barabàn ha spesso aperto i suoi concerti ed è tuttora il "cavallo di battaglia" preferito per l'inizio dello spettacolo in occasione di folk festival e rassegne di musica rock.

According to a widespread legend in the Padana plain, the last three days in January are the days of the Blackbird, the coldest in the year. In these days farmers performed propitiatory rites in order to forecast the weather of the whole year and get some good omen for silkworm breeding.These rites ended on the days of the Blackbird: two bands of singers, on opposite sides of a river, sang songs while beating wood sticks and exchanging lines. "Tra la ruca in mès a l'era" is one of these songs; the song has been collected by G. Grasso and the instrumental tune composed by A. Citelli. Barabàn often start their concerts with this tune since it always works in folk festivals and rock music meetings.

2. Ol me buntemp / Balletto dello Squilletti / Sestrina London (United Kingdom), Barbican Centre / 2th November 1990

Suite di tre brani: una ninna nanna, raccolta da Pietro Sassu e Glauco Sanga a Premana (CO), il cui testo esprime con durezza la condizione infelice della donna sposata; una musica da ballo seicentesca, opera del compositore Girolamo Fantini, attivo alla corte di Firenze, e trascritta per chitarra da Paolo Ronzio; infine la "Sestrina", antica melodia rituale di nozze un tempo suonata dai pifferai dell'Appennino pavese come marcia da strada, già edita nell' album "Il valzer dei disertori".

A suite of three tunes: a lullaby, collected in Premana, strongly depicting the unhappy life of a married woman; a renaissance dance tune written by Girolamo Fantini at Florence court and translated for guitar by P. Ronzio; an antique wedding melody, once played by piffero players in the mountains around Pavia as a road march. Already published in "Il valzer dei disertori"

3. Danze di carnevale Marano sul Panaro (Italy) / 17th July 1993

Ogni anno, il lunedì e martedì di carnevale, dall'alba al tramonto, le armonie dei gruppi violinistici della val Caffaro (BS) accompagnano i balli rituali delle Compagnie di ballerini che, mascherati e sontuosamente vestiti, eseguono le loro contraddanze per le strade del paese. Due rielaborazioni di questi balli carnevaleschi (Tunina e Spasacamì) sono da tempo nel repertorio di Barabàn e sono state già state pubblicate negli album "Il valzer dei disertori" e "Naquane".

Every year, on Monday and Tuesday, in the Carnival time, from dawn to sunset, the sounds of fiddlers in Val di Caffaro accompany the ritual dances of the Fellowship of dancers who wear masks, and rich ritual costumes, they perform country dances along the village roads. Two re-makings of these carnival dance tunes: Tunina and Spasacamì were published in "Il Valzer dei disertori " and "Naquane".

4. Donna lombarda London (United Kingdom), Barbican Centre / 2th November 1990

Fra le ballate della raccolta di Costantino Nigra, "Canti Popolari del Piemonte", "Donna lombarda" (n. 1) è la più diffusa, conosciuta e riproposta, forse perchè il testo, di probabile origine medioevale, ha mantenuto nel tempo una sorta di "attualità" aderente allo stereotipo popolare della donna infedele, ingannatrice e crudele Questa versione, raccolta da Aurelio Citelli e Giuliano Grasso nel 1986 durante un'indagine sul repertorio delle lavoratrici stagionali lomelline, appartiene alla memoria storica di Angiolina Papa (1908), ex mondariso di Sannazzaro de' Burgondi.

The most widespread ballad among those collected by C. Nigra is "Donna Lombarda". Maybe the text dates back to the Middle Ages and it has maintained a kind of topicality matching the up-to-date stereotype of the cruel, unfaithful and deceiving woman. This song was collected in 1986 by A. Citelli and G. Grasso during a research about the repertory sung by seasonal workers in Lomellina; it belongs to the memory of A. Papa (born 1908), a rice weeder in her youth.

5. Polche dell'Appennino San Prospero (Italy) / 18th July 1993

Alla memoria di Luigi Bonini (1905-1993) e Melchiade Benni (1902-1992)

Variazioni e improvvisazioni sul tema di due polche della tradizione violinistica dell' Appennino settentrionale composte all'inizio del secolo. La prima è stata raccolta nel 1982 da Aurelio Citelli e Giuliano Grasso nel corso di un lavoro di ricerca sul violinista Luigi Bonini, di Le Moline (PV); a sua volta Bonini l'aveva appresa negli anni '40 dai Ghia, famiglia di pregevoli violinisti della "bassa" pavese che si esibiva spesso nell'Oltrepo collinare. La seconda, conosciuta nel bolognese come la "Polca di Lanzarini", apparteneva al repertorio di Melchiade Benni, di Zaccanesca (BO).

To the memory of Luigi Bonini (1905-1993) and Melchiade Benni (1902-1992)

Variations and extemporizations on two polka themes belonging to the fiddle tradition in Northern Apennines and composed early this century. The former was collected by A. Citelli and G. Grasso in 1992 while researching the fiddler L. Bonini from Le Moline. Bonini himself learnt it in the 40s from the Ghias, a reknown fiddler family living in the Pavia plain who often performed on the Oltrepo hills. The latter, known as "Lanzarini's Polka" in the Bologna area, belonged to M. Benni's repertory from Zaccanesca.

6. Pastorale Marano sul Panaro (Italy) / 17th July 1993

In molte località della parte occidentale della provincia di Milano, durante la notte di Natale, risuonano nel freddo silenzio invernale le melodie della "Piva" , musiche pastorali eseguite da piccole bandelle di ottoni che girano per il paese suonando fino alle prime luci dell'alba. In questa versione, alla melodia iniziale tratta dalla "Piva" eseguita a Sedriano, abbiamo aggiunto, secondo lo schema caratteristico delle suite natalizie, una parte veloce di nostra composizione.

Everywhere in the western areas around Milan, Pastorales tunes, called "Piva", resound in the cold silent Christmas night, played by small brass bands who walk through villages playing until dawn. To the original Piva tune usually played at Sedriano we added the "allegro" part we composed according to the structure typical of folk Pastorales.

7. O Gin Gin / Manfrina Montréal (Canada), Théâtre Mercier / 23th October 1990

Due brani provenienti dall'area bresciana: un canto di carnevale ricco di allusioni e doppi sensi (talvolta da noi accentuati in concerto per il divertimento del pubblico ma soprattutto nostro) insegnatoci da Placida Staro cantante/violinista che ha lavorato con Barabàn nei primi anni di attività del gruppo, e la rielaborazione di una musica da ballo tradizionale della Valcamonica. Incisi nel primo album del gruppo "Musa di pelle, pinfio di legno nero..." sono stati ripresi in occasione del tour in Quebéc nell' autunno 1990.

Two tunes coming from the Brescia area: the former is a carnival song rich in sexual hints and double meaning, exaggerated sometimes during the concert to amuse the audience and ourselves. We learnt it from P. Staro, a fiddler-singer who worked with Barabàn at the beginning. The latter tune is a re-styling of a traditional dance music in Camonica Valley. It was recorded in our first album "Musa di pelle, pinfio di legno nero" and rescovered during our tour in Quebéc in the fall of 1990.

8. Lena Hallein (Austria), Halleiner Folk Festival / 4th September 1993

Arcaica ballata in dialetto lomellino che presenta una interessante commistione fra i caratteri tipici del canto narrativo ed elementi di religiosità popolare intrisa di residui pagani. Conosciuta anche in Brianza, questa canzone proviene dalla memoria di Giovanna Nobili, ex salariata di Vigevano. Il brano è pubblicato nel volume "Pavia e il suo territorio" edito dalla Regione Lombardia.

This is a relly archaic ballad written in the dialect spoken in Lomellina plain; it's a mixture of a story song, popular religiousness, traces of paganism. The song is known in Brianza too and it comes from the memory of G. Nobili a once salaried workwoman from Vigevano. This version has been published by Lombardia Region in "Pavia e il suo territorio"

9. Valzer per Sarajevo Montréal (Canada), Théâtre Mercier / 23th October 1990

Ai bambini e alle donne di Sarajevo vittime della violenza e dell'indifferenza

Suite di tre valzer della tradizione musicale scandinava che Vincenzo Caglioti ha appreso da un suo allievo norvegese nel corso di uno stage di organetto da lui tenuto in Francia. Per l'esecuzione di questi brani Vincenzo usa una particolare tecnica consistente nell'eseguire con la sola mano destra sia la melodia che il contrappunto.

Dedicated to the children and women in Sarajevo, victims of violence and disinterest

A suite of three waltzes from the Scandinavian tradition. V. Caglioti got them from one of his Norwegian students during a melodeon workshop in France. Performing this piece Vincenzo plays both melody and counterpoint with his right hand

10. Le pute ege / Monfrina di Carlin Morbegno (Italy) / 7th October 1993

Due brani "storici" del repertorio di Barabàn eseguiti per molti anni in chiusura di spettacolo: un canto satirico sulle ragazze non maritate registrato a Bienno (BS) da Aurelio Citelli, e una musica da ballo raccolta da Giuliano Grasso in val Vigezzo (NO), diffusa in versioni analoghe anche in molte altre regioni italiane, dal Friuli alla Sicilia.

Two "historic" tunes in Barabàn's repertory usually performed when closing the concert. The former is a satirical song about spinsters, collected at Bienno by A. Citelli; the next, a dance tune collected G. Grasso in Vigezzo Valley, is widespread all over other Italian regions with slightly different versions from Friuli to Sicily

11. O Gorizia tu sei maledetta San Prospero (Italy) / 18th July 1993

"O Gorizia tu sei maledetta" è una delle più belle e significative canzoni di protesta contro la prima guerra mondiale. La versione qui riproposta si rifà all'esecuzione di Michele L. Straniero e Fausto Amodei pubblicata nel disco "Il povero soldato 2", edito ne "I Dischi del Sole", a cura di Roberto Leydi. La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che affermò di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916. Nel 1964 venne presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto dal Nuovo Canzoniere Italiano nello spettacolo "Bella ciao", suscitando l'ira dei benpensanti. Quando Straniero iniziò a cantare "Gorizia" avvennero incidenti in sala; la destra cercò di impedire le rappresentazioni; Straniero, Leydi, Crivelli e Bosio furono denunciati per vilipendio delle forze armate.Segue un valzer sull'aria di "Fuoco e mitragliatrici", altro diffusissimo canto di protesta contro la guerra '15-18 da noi pubblicato nell'album "Naquane".

"Oh Gorizia you are coursed" is one of the nicest and most meaningful anti-war songs; it was against the First World War. Here we choose the version performed by M. Straniero and F. Amodei, published in the record "Il povero soldato 2" edited by R. Leydi. The original tune was collected by C. Bermani at Novara by a man who testified he had heard it sung by the infantry who conquered Gorizia on 10th August 1916. In 1964 it was performed at The Two World Festival in Spoleto by Il Nuovo Canzoniere Italiano in the show "Bella ciao" arousing the fury of conformists. When Straniero started singing there occurred disorders in the audience hall; the rightists tried to hinder the performance. Stra niero and Leydi were reported to the police for public insult to the Armed Force. The next instrumental tune is a waltz on the air "Fuoco e mitragliatrici", another widespread anti-war song already published in the album "Naquane"

12. Balli distaccati Il galletto / Va per tera / Tresca Herentals (Belgium), Lakenhalle / 10th December 1992

Due musiche del vecchio repertorio di ballo distaccato legato alla tradizione violinistica dell'Appennino bolognese, qui reinterpretate con uno stile personale. I due balli, così come la tipica "Tresca" finale, provengono dal repertorio di Melchiade Benni, insuperato interprete della musica popolare emiliana e fonte di un vasto patrimonio strumentale che ha conservato numerosi elementi caratteristici della musica da danza dei secoli passati.

Two melodies belonging to the old detached-dance repertory linked to the fiddle tradition of the Apennines near Bologna; we perform them in our way. The two dances, just like the final "Tresca", come from M. Benni's repertory, the unmatched performer of folk music in Emilia and the source of a rich instrumental repertory which still mantains various and typical features of the dance music of the past centuries.

13. Ven a cà el sò umen Montréal (Canada), Téâtre Frontenac / 25th October 1990

Un tema ricorrente nel mondo popolare è quello della donna "malmaritata" sulla cui condizione esistono numerosi canti nel folklore di tutta Europa. Questa melodia, che abbiamo mantenuto nella sua originale forma monodica, proviene dal repertorio delle sorelle Bettinelli di Ripalta Nuova (CR), depositarie di un vasto patrimonio di canti di risaia e di cascina.

One of the most recurrent themes in folk music is about a mismated woman; many of these tunes are still alive all over Europe. This song, performed in its monodic form, comes from Bettinelli sisters' repertory from the plain of Crema, keepers of a large musical corpus concerning rice-fields and farmhouse songs.

14. Ballo dal curioso accidente / Naquane Montréal (Canada), Téâtre Mercier / 23th October 1990

La prima melodia, di origine settecentesca, è tratta da una raccolta trentina di inizio Ottocento riscoperta e pubblicata da Antonio Carlini; come si può dedurre dal titolo, era probabilmente uno dei balli utilizzati per musicare l'omonima commedia teatrale di Carlo Goldoni. Segue una monferrina della montagna pavese che abbiamo ribattezzato traendo ispirazione dalla roccia di Naquane, affascinante testimonianza della civiltà camuna che ha dato il titolo al nostro terzo disco.

The first tune dates back to the 18th century and we got it from an early 19th century collection in Trentino, discovered by A. Carlini. The title may be connected with one of C. Goldoni's Venetian plays, so may have been one of the dances performed in the play. There follows a monferrina from the Pavia mountains; we gave it another name drawing inspiration from the huge rock in Naquane, a fascinating witness of the arcaic Camune civilization; it was the title of our third album.

15. La brunetta Sidmouth (United Kingdom), Sidmouth International Festival / 8th August 1989

Un'altro canto narrativo diffusissimo in tutta Italia e pubblicato dal Nigra come "La bevanda sonnifera" (n. 77). Questa versione, già pubblicata in "Naquane", proviene dal repertorio di tre ex mondariso della montagna pavese.

Another ballad well known all over Italy and published by Nigra with the title "Soporific drink". This version has already been published in Naquane and comes from the repertory of three rice-weeders in the Pavia mountains.

16. Saltarello/ Kak pri luge, pri luzke/ Russiano Moscow (Russia), Sala delle Colonne / 12th February 1990

Suite di brani tratti dallo spettacolo allestito dal gruppo in occasione dei concerti tenuti in Russia nell'inverno del 1990. A un "Saltarello" emiliano, appreso da un fisarmonicista di Castel San Pietro (BO), seguono la rielaborazione di una melodia tradizionale russa e, dopo l' applauso del pubblico moscovita, un'antica danza romagnola opportunamente scelta come "bis" a causa del suo nome.

A suite of tunes from the performance our band had in Russia in the winter 1990. A Saltarello from Emilia, collected from an accordion player in Castel S.Pietro; the next one is a re-making of an old traditional Russian tune and, after the burst of applause by the Russian audience, a final old dance from Romagna, chosen as an encore because of his title.