Barabàn
La Santa Notte dell'Oriente
(1997) ACB/CD09 (CD, MC)

Canti e musiche di Natale, Capodanno e dell'Epifania.

1) La luna e 'l sul 2) Viaggio a Betlemme 3) Piva e Saltarello 4) Puer natus 5) La Santa Notte dell'Oriente 6) Bambin d'amur 7) Pastor Gelindo 8) Nina 9) Piva di Rosate 10) La Stella 11) Questua per l'Epifania

 

 

Musicisti

Vincenzo Caglioti: organetto diatonico, tastiere, ocarina, voce

Aurelio Citelli: voce, tastiere, ghironda, bouzouky, ocarina

Giuliano Grasso: violino, campanine, ocarina, voce

Diego Ronzio: clarinetto, piffero, darabuka, congas, talking drum, ghatham, tamburi a cornice, percussioni, ocarina, voce

Paolo Ronzio: cornamuse, autoharp, basso, bouzouky, ocarina, voce

 

1. La luna e 'l sul

Canto enumerativo di antica origine orientale, chiamato anche "Le dodici parole della verità" o "I Re Magi", basato su una antica formula che può essere fatta risalire agli archetipi della cultura indoeuropea. Nelle versioni bretoni, i druidi utilizzano la serie dei numeri in funzione didattica citando in luogo dei precetti cristiani "la necessità unica" (la morte), " i tre regni di Merlino", etc. mentre in quelle dell'Italia meridionale è utilizzata come scongiuro contro il demonio. La versione da noi riproposta proviene dal vasto repertorio delle sorelle Bettinelli, ex mondariso di Ripalta Nuova (CR).

This "series of numbers" of ancient Oriental origin represents one of the archetipals of the Indo-European culture. In the Brittany versions, the Druids use this series to teach pupils the main elements of the Universe as "the only necessity" (the death) or "the three Kingdoms of Merlin", in the southern Italian ones it is used to exorcise the Devil. This version comes out the plain of Lombardy.

2. Viaggio a Betlemme

Conosciuto in Gran Bretagna col nome di Cherry Tree Carol, questo canto appartiene a quel vasto gruppo di "carols", diffuso in molti paesi europei, che derivano il loro testo narrativo dalle vicende legate alla fuga in Egitto. In questa versione proveniente dalla Brianza, come in tutte le versioni italiane, la narrazione si è modificata, trovando la sua ambientazione nel viaggio verso Betlemme. Segue la Bidoia, una danza popolare tratta da un manoscritto di area cremonese della fine dell'800, la cui musica appare derivata dalla modificazione di una pastorale natalizia.

Well known in the U.K. as "The Cherry tree carol", this song derive its story from the flight into Egypt, here transposed in all the Italian versions in the trip to Bethlem. Next dance is called Bidoia, a Pastoral-like melody we got from a 19th century manuscript of the Cremona plain.

3. Piva e Saltarello

In alcuni centri della Bassa Milanese, nel periodo natalizio, è ancora d'uso "fare la Piva": piccoli ensamble di ottoni, chiamati bandin, per lo più costituiti da suonatori dei corpi musicali locali, girano per le strade del paese suonando arie di Natale; in cambio vengono loro date offerte in denaro e in beni alimentari. La melodia di questa Piva è stata da noi raccolta a Cisliano (MI). La danza che segue, proveniente da un manoscritto trentino del primo ottocento riscoperto da Antonio Carlini, è la dimostrazione di come il tipico andamento melodico delle pastorali natalizie si ritrovi anche in musiche destinate al ballo.

In some villages of the Milan country is still alive the custom of "Piva" during Christmastime: little brass bands travel all over the streets playng Pastoral tunes and receiving little aumonts of money or food. Next tune from an 19th century manuscript of the Trento area shows how typical Pastoral melodies were used also for dancing.

4. Puer natus

Un canto raccolto da Giuliano Grasso a Piano d'Arta (Ud) nel Friuli nord-orientale. Si tratta di una interessante contaminazione effettuata dai cantori locali fra due diversi canti della tradizione natalizia carnica: il Puer Natus di Sutrio, canto liturgico in lingua latina basato su di una melodia modale e la più nota fra le carole pastorali in lingua friulana, conosciuta come "Lusive la lune" o "La canzone della notte di Natale". Quest'ultima è diffusa in decine di varianti in tutta la regione e già riportata da fonti scritte fin dal XVII secolo (esistono versioni di 128 strofe), di derivazione colta, composta probabilmente nel '600 nell'ambito della produzione gesuitica di stile pastorale.

Collected by G. Grasso in North West Friul, this carol comes out of two different songs mixed up by local singers: the Puer Natus, liturgic song in latin language and modal melody, and Lusive la lune the best known Christmas carol in Friul, known in several settings since the XVIIth century when it was probably composed and also spread in written sources.

5. La Santa Notte dell'Oriente

Canto raccolto da Bruno Pianta dal repertorio delle mondine di Roncoferraro (MN), costituito in realtà dalla successione di due differenti testi: uno per la questua di Natale, nel quale si narra il viaggio e l'arrivo dei Re Magi alla capanna, e l'altro per il Capodanno, che termina esplicitamente con la tipica richiesta di doni. Questo tipo di canti presenta analogie con quelli eseguiti durante il "rito della Stella" ed è diffuso in tutta l'area delle Tre Venezie, con una grande presenza anche nella parte più orientale della Lombardia come la provincia di Brescia, dove è tuttora molto vivo, e quella di Mantova. Di seguito abbiamo eseguito altre due danze dal manoscritto cremonese: la Cremonesa e la Contradanza.

A song collected by B, Pianta from the rice-field workers of the Mantua plain. It's formed by the succession of two begging songs: for Christmas and New Year's Day respectively. This kind of stories is typical of the Three Kings ballads performed in the "Star rites" widespread in North-West Italy. Cremonesa and Contradanza come once again from the Cremona plain manuscript.

6. Bambin d'amur

Il tema della Natività è diffuso, oltre che in forma cantata, anche in modo recitato sotto forma di orazione e filastrocca e spesso lo stesso testo, come nel caso di questa versione pavese di Bambin d'amur, è presente in entrambe le forme. Funzionalmente questi materiali assolvono agli stessi compiti della formula magica. Nella parte musicale eseguiamo "Baghèt" un concerto di campane per il Natale raccolto da Valter Biella ad Alzano Lombardo (BG) ed eseguito con le campanine, piccolo vibrafono in vetro utilizzato dai campanari delle valli bergamasche sia come ausilio propedeutico che come strumento autonomo durante le serate in osteria. Il titolo richiama il Baghèt, la locale cornamusa attiva fino agli anni '40 utilizzata la vigilia di Natale nell'esecuzione delle pastorelle.

The Nativity theme is spread not only in songs but also in prayers or nursery rhimes. This text of the Pavia area shows both these forms accomplishing the same function of the magic formula. We play as background a Christmas bell tune collected in the Bergamo area and performed with "campanine" a folk vibraphone with glass keys reproducing the bell keyboard, used by bell players to practice or to play bell tunes in feast evenings. The title relates with the local bagpipe called Baghet.

7. Pastor Gelindo

Canto narrativo che costituisce un probabile frammento di teatro popolare utilizzato nelle rappresentazioni del "Pastore Gelindo", un canovaccio di origine rinascimentale caratteristico delle province piemontesi occidentali e un tempo diffuso anche nell'area pavese. Il brano è stato raccolto da Aurelio Citelli e Giuliano Grasso a Marsaglia (PC), in un'area dove era consuetudine drammatizzare i canti narrativi inscenando rappresentazioni di strada. La Pastorella che segue è ancora in funzione la vigilia di Natale a Canneto sull'Oglio (MN).

A ballad wich was probably represented in the folk drama of the "Shepherd Gelindo" a renaissance play spread in West Piedmont and South Lombardy. It was collected by A. Citelli and G. Grasso in an area where people used to dramatize narrative songs. The following Pastoral is still played on Christmas' Eve in a village of the Mantua plain.

8. Nina

Canto di annunciazione del Natale diffuso in provincia di Vicenza dove veniva eseguito nelle stalle o nelle corti tutte le sere dal 1° dicembre fino alla notte di Natale. La versione qui presentata è una rielaborazione della Nina raccolta da Modesto Brian e Domenico Zamboni dalla voce di Maria Busato e Giuseppe Martini di Riofreddo (VI), località in cui il canto è rimasto in uso fino agli anni '60. Ancor'oggi in funzione a Thiene nella Nina gigante, il canto un tempo veniva eseguito in forma dialogata da un personaggio femminile, la Nina, e da un coro. Attraverso una precisa sequenza strofica (Saluto e Annunciazione/ Battesimo/ Passione/ Piaghe/ Cresima/ Stelle/ Commiato), la Nina racconta la vita di Gesù e, analogamente ad altri canti a carattere religioso della tradizione orale (come le Passioni della Settimana Santa o lo stesso Pastor Gelindo) sembra essere ciò che rimane di un dramma popolare. Il brano è preceduto dalla reinterpretazione, in chiave strumentale, del canto gregoriano Salve Regina, normalmente eseguito dai monaci Cistercensi dell'Abbazia di Chiaravalle (Milano) durante compieta.

A song of Annunciation spread in the Vicenza province where it was performed every evening from the 1st of december to Christmas'Eve by a female Character, Nina, and a chorus. Through a definite sequence of stanzas - Salute and Annunciation, Baptism, Passion, Sores, Confirmation, Stars, Greetings - the Nina tales Jesus' life; as other religious folk songs it seems to derive from a dismissed drama. The song was collected by M. Brian and D. Zamboni. Before Nina we play an instrumental version of the gregorian song Salve Regina we got from the singing of the Monks in Chiaravalle, near Milan.

9. Piva di Rosate

Un'altra melodia dal vasto repertorio di "Pive" della provincia milanese. I brani, in gran parte strutturati in forma di suite, sono sovente caratterizzati da una alternanza lento/veloce e ripropongono alcuni dei più noti temi del repertorio natalizio (Dormi dormi, Piva Piva, ecc.) accanto a segmenti melodici di pastorali colte o popolaresche. La reinterpretazione di questa Piva, tradizionalmente suonata a Rosate (MI) nella notte del 24 dicembre, è qui affidata a una piccola orchestra di ocarine.

Another "Piva" melody from the Milan area. These tunes are often in the suite form and alternating slow and fast parts are composed mixing the popular Christmas repertory with pieces of cultured or popular-like Pastorals. We arranged this tune, yearly performed on the Eve's night, for a little band of ocarinas.

10. La Stella

La notte della vigilia dell'Epifania, a Premana (LC) sulle prealpi lombarde, una moltitudine di persone intona in coro questo canto formando un grande corteo, guidato da tre coscritti a cavallo che impersonano i Re Magi. Di tutte le versioni del canto de "I tre Re", questo testo è sicuramente quello maggiormente diffuso, in qualche modo definibile "ufficiale" a seguito della sua capillare propagazione in forma scritta, sia attraverso i manuali di pietà che attraverso fogli volanti destinati alle fasce popolari. Segue ancora una melodia ottocentesca cremonese che nel titolo richiama la Piva.

In the Epiphany's Eve all the Premana peasants, a village on the lombard Alps, sing this song in a crowdly procession leaded by three recruit boys on horseback dressed like the Magi Kings. This text is the most widely spread among those concerning the Three Kings, cause of its "official" setting written both in church books and folk religious broadsides. The following tune, once again from Cremona, recalls the Piva.

11. Questua per l'Epifania

Il canto di questua proviene dalla montagna romagnola dove sono molto diffusi i canti per la "Pasquella" (Epifania) con una forma e una musica caratteristiche dell'area adriatica: dal delta del Po alla Romagna, Marche ed Abruzzo; il canto, tuttora eseguito nei paesi limitrofi all'appennino toscano, è stato raccolto nelle prime campagne di ricerca degli anni '50. Seguono, nell'ordine, una danza ottocentesca proveniente da un manoscritto di area mantovana e i suoni della "Bofanìa" di Livo (Co), un paese dell'alto Lario occidentale dove i ragazzi con tamburi e pesanti campanacci legati in vita eseguono movimenti di danza riconducibili ad antichi riti fallici di fertilità.

In the mountains south of Bologna are still alive begging songs in Epiphany's Eve, showing a similar structure in all the west sea regions of both North and Central Italy. It follows a 19th century country dance from a Mantua manuscript and, finally, the sounds of Livo's Epiphany. In this village on the lombard Alps, boys and children with cow-bells tied on the waist beat drums and improvise dances related with ancient fertility rites.