Barabàn
Terre di passo
NOVITA' (2002) ACB/CD13 (CD)



Terre di passo: intro-->

Dettagli e ascolto -->





Terre di passo - Recensioni


Solido e di grande impatto emotivo il lavoro dei Barabàn, dipanato in cinque precedenti lavori discografici. Qui però la posta per lo storico gruppo milanese è ancora più alta… Nulla va perso dell'impatto sostanzioso del suono Barabàn, arricchito da sfumature inedite: cadenze yiddish, una ninna nanna araba che sfocia in una "dondela" romagnola, strumentario allargato di corde, ancie e percussioni usato con gusto, i testi appassionati del poeta Franco Loi. In chiusura una splendida versione “Live" della Canzone del maggio di De André, che già compariva nella raccolta Canti Radagi, ma ora resa con un quid di forza lucida in più. (World Music, 2003) 

I fans di Barabàn adoreranno certamente questo sesto disco. Soprattutto perché è ben realizzato. La registrazione e il lavoro di studio impeccabili. I testi sono politicamente corretti. I musicisti sono eccellenti, virtuosi. (Trad, France 2003)

un album caleidoscopico, che reinventa le carte geografiche all’insegna di una musica totale, orgogliosamente legata alle radici ma anche “al di là” delle radici. Molto belli i testi di Franco Loi, uno dei più celebri poeti italiani, colmi di ironia, passione, dolore, e di inevitabili riferimenti alla storia italiana di ieri e di oggi. (Rockerilla, 2003)

Terre di passo si può tranqillamente considerare un punto d’arrivo per la maturità con cui è stato concepito e la bellezza delle canzoni. (Jam, 2003)

Un lavoro al contempo colto e popolare, arcaico e moderno, sicuramente un lavoro maturo e convincente…spiccano gli splendidi testi di Franco Loi (Suono, 2003) 

Un disco che costringe a pensare (finalmente! verrebbe da dire…), che antepone alla fastidiosa stucchevolezza  pseudo-filologica di molti dischi che si dichiarano “tradizionali”, una musica che si fa discorso, oltre gli intellettualismi di rito, e scende a patti con la più impresentabile delle realtà. (Folkbulletin, 2003)

 

una mescolanza sapientemente scelta di materiali della tradizione, composizioni ricche di sensibilità e poesia contemporanea (Folk Roots, United Kingdom 2003)

…forse il miglior lavoro finora espresso da questo gruppo storico e una delle cose migliori del folk italiano più recente. (L’Ovadese, 2003)