Barabàn
Il Valzer dei Disertori
(1987) ACB/CD01 (CD, MC)

1) La bella Lavorin 2) Sestrina 3) E l'Emilia la va a Robi 4) Scotis/Tunina 5) Montenero 6) Alessandrina/Monferrina 7) Fala balà/Saltarello 8) L'oi bella 9) Polca di Ernesto/Monfrina di Carlin 10) Il povero Draghino 11) Valzer dei disertori

 

 

Musicisti

Vincenzo Caglioti: organetti diatonici, voce

Aurelio Citelli: voce, ghironda, tastiere, mandolino

Giuliano Grasso: violino, chitarra, voce

Guido Montaldo: piffero, flauti, armonica, cucchiai, voce

Paolo Ronzio: müsa, chitarra, mandolino, basso elettrico, voce

 

1. La bella Lavorin

Frammento della ballata "Carolina di Savoia" raccolto da A. Citelli a Negruzzo (PV). Il brano è un interessante esempio del particolare stile vocale detto "da piffero", forma di canto arcaica, tipicamente virile, caratterizzata da voce forte, alta e al limite delle possibilità. A fronte di tali difficoltà esecutive, le strofe vocali venivano alternate a intermezzi strumentali, eseguiti dal piffero, che davano al cantore la possibilità di riposarsi e riprendere fiato.

2. Sestrina

Reinterpretazione della melodia da piffero oggi conosciuta con il nome "Sestrina" (antica danza in uso nell'area appenninica delle "quattro regioni"), e in passato utilizzata come marcia da strada in occasione dei cortei nuziali. Il brano, uno dei più arcaici della tradizione del piffero, si è conservato nella memoria di Ernesto Sala, eccezionale pifferaio di Cegni (PV) scomparso nel 1989, il cui repertorio è stato in gran parte documentato da Bruno Pianta negli anni '70.

3. E l'Emilia la va a Robi

Canto narrativo, diffuso in area lombardo-piemontese, che secondo la tradizione farebbe riferimento a un fatto realmente accaduto nella campagna lomellina alla fine dell'800. La versione originale è stata comunicata ad A. Citelli da tre ex mondariso di Feligara (PV).

4. Scotis / Tunina

Due musiche da ballo provenienti dall'arco alpino: lo "Scotis ", registrato da G. Grasso nel corso di una ricerca in val d'Intelvi (CO), faceva parte del repertorio delle bandelle localmente chiamate "fughete" o "fogheti". Segue una reinterpretazione della "Tunina", una delle musiche da ballo tradizionalmente eseguite nei carnevali di Bagolino e Ponte Caffaro (BS).

5. Montenero

"Nei giorni precedenti il 24 maggio 1915 siamo saliti al Montozzo...(...)...Verso le ore 13 abbiamo sentito il primo colpo di cannone: erano i nostri che sparavano dal Corno d'Aola. Allora non ci sono stati più dubbi né speranze...(...)...la guerra era cominciata". tratto da G. Fontana, M. Pieretti (a cura di), La Grande Guerra, Milano, 1980.

Montenero è uno dei più diffusi e conosciuti canti di protesta nati durante il primo conflitto mondiale, scritto forse dal soldato Domenico Borella dopo la conquista del Krn, avvenuta nel giugno 1915, utilizzando la melodia di preesistenti canti di carcere e malavita. La nostra versione deriva da una registrazione effettuata a Colleri (PV) da A. Citelli e G. Grasso.

6. Alessandrina / Monferrina

Due danze tradizionali da piffero: la prima è tratta dal repertorio di Ernesto Sala; la seconda è una delle musiche da ballo ancora oggi eseguite dai giovani pifferai della valle Staffora.

7. Fala balà / Saltarello

Fala balà appartiene a quel genere di canti (strofette, rime, conte,ecc) che nel mondo contadino assolvevano ad una funzione educativo-formativa; il brano, eseguito mentre si faceva saltare i bambini sulle ginocchia, aveva lo scopo di comunicare la nozione del ritmo, promuovere la coordinazione dei movimenti e insegnare vocaboli. Il canto è stato raccolto nell'Appennino pavese da A. Citelli e G. Grasso. Segue la rielaborazione di un Saltarello appartenente al repertorio di un fisarmonicista di Castel San Pietro (BO).

8. L'oi bella

Alla memoria di Eva Tagliani, straordinaria interprete di Colleri scomparsa nel 1989.

Ballata, già pubblicata nella raccolta del Nigra con il titolo Ratto al ballo, raccolta da A. Citelli e G. Grasso nella montagna pavese. Fino agli anni '50, L'oi bella, così come altri canti narrativi, veniva drammatizzata per le strade in occasione del carnevale; gruppi di giovani, travestiti alla meglio, giravano i paesi della valle ricevendo beni in natura in cambio della rappresentazione.

9. Polca di Ernesto / Monfrina di Carlin

Due musiche da ballo: una Polca, desunta da una registrazione del pifferaio Ernesto Sala effettuata negli anni '60 e da noi riproposta con la ghironda, e una Monfrina di carnevale raccolta da G. Grasso in Val Vigezzo (NO).

10. Il povero Draghino

Nella montagna pavese-piacentina sopravvive ancora oggi il mito di Draghino, leggendario pifferaio della val Boreca, vissuto tra la fine del '700 e la metà del secolo scorso. Accusato di numerosi delitti fu arrestato a Cicagna, in Liguria, e condotto nelle prigioni di Bobbio per essere processato. Tanto vasta fu l'eco del suo arresto che sull'episodio nacquero storie, canti e aneddoti. Condannato a morte, Draghino si salvò grazie all'intervento di ignoti signori di Milano che, colpiti dalla sua abilità di suonatore, pagarono una cauzione affinchè fosse liberato. Andò così in esilio a Milano dove morì nel 1848 durante le "cinque giornate". Il canto da noi riproposto deriva da due versioni raccolte da A. Citelli e G. Grasso a Romagnese e nella valle dell'Avagnone.

11. Valzer dei disertori

Versione strumentale del canto "I disertori", probabilmente adattato in tempo di valzer dal celebre pifferaio Jacmon (Giacomo Sala, di Cegni). Il brano proviene da un nastro che documenta parte del repertorio di Jacmon e Baciunein, una delle più famose coppie di suonatori dell'alta valle Staffora, registrati nel 1958 da un appassionato locale.