{"id":1313,"date":"2017-10-13T14:19:00","date_gmt":"2017-10-13T15:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=1313"},"modified":"2022-09-07T06:47:06","modified_gmt":"2022-09-07T07:47:06","slug":"i-ragazzi-della-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2017\/10\/13\/i-ragazzi-della-speranza\/","title":{"rendered":"I ragazzi della Speranza"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>regia di Aurelio Citelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I ragazzi della Speranza<\/em><\/strong> rievoca l&#8217;esperienza di teatro-scuola <strong><em>La Speranza<\/em><\/strong> messa in scena a Gaggiano nel 1967 ad opera del direttore didattico e regista <strong>Mariangelo de Filippi<\/strong> e interpretata dagli alunni delle scuole Elementari<\/p>\n\n\n\n<p>Il film &#8211; presentato a Gaggiano in occasione dell&#8217;evento <strong><em>Cinquant&#8217;anni di Speranza, 1967 &#8211; 2017<\/em><\/strong> organizzato dall&#8217;Associazione culturale Barab\u00e0n &#8211; si snoda tra le testimonianze dei protagonisti, spezzoni dello spettacolo in 8mm, foto in bianco e nero, musiche e riletture di parti del copione. Una narrazione a pi\u00f9 voci che ha coinvolto anche lo stesso regista de Filippi, intervistato\u00a0nello stesso salone della Scuola Elementare in cui nel maggio del 1967 fu allestita l&#8217;opera.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-container-2 wp-block-gallery-1 wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"529\" height=\"381\" data-id=\"1320\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Cinquantanni-di-Speranza.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1320\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"1323\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Donatella-Bertaggia_dal-film-I-ragazzi-della-Speranza-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1323\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"624\" height=\"444\" data-id=\"1322\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-Speranza_Silvano-Fontana.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1322\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"786\" data-id=\"1324\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/I-ragazzi-della-Speranza-1-1024x786.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1324\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"541\" data-id=\"1321\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/02925_-H-1024x541.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1321\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><br>Partito nel 2014, il progetto<strong><em> Cinquant&#8217;anni di Speranza, 1967 &#8211; 2017<\/em><\/strong> si \u00e8 sviluppato attraverso la raccolta di memorie, frammenti di storie, diari, oggetti e documenti. Un lavoro di scavo &#8211; fatto cinquant&#8217;anni dopo &#8211; per ricostruire la storia di uno spettacolo che coinvolse tutto un paese, fu percorso educativo, scuola di vita, storia di comunit\u00e0.<br><br>Sedimentate per anni, parole, gesti e musiche de <em><strong>La Speranza<\/strong><\/em>, con il loro carico di poesia, utopia ed emozioni sono riaffiorate nel ricordo di attori, coristi, del direttore-regista, della sarta, del cineoperatore. I loro <strong>racconti , intrecciati a<\/strong>lle <strong>poesie<\/strong> di straordinaria bellezza, alle <strong>immagini in bianco e nero <\/strong>realizzate dal fotografo abbiatense <strong>Carlo Selva<\/strong> e al <strong>filmino a colori 8mm<\/strong> girato da <strong>Rino Macchi<\/strong> (e conservato da Aurelio Citelli), sono diventati un film: <strong><em>I ragazzi della Speranza.<\/em><\/strong><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/132.-Locandina_Cinquantanni-di-Speranza.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1327\" width=\"565\" height=\"799\"\/><figcaption><em>La locandina dell&#8217;evento &#8220;Cinquant&#8217;anni di Speranza 1967-2017, Gaggiano (MI), 2017.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><br>Il documentario si apre con le parole di <strong>Silvano Fontana<\/strong>, classe 1956, uno dei principali protagonisti de <em>La Speranza<\/em>: vestiva i panni di un piccolo &#8220;<strong><em>negro<\/em><\/strong>&#8221; nella mai dimenticata performance della &#8220;giostra&#8221; che, diversamente dagli autobus, non aveva un &#8220;dietro&#8221; dove confinare i neri. Ancora oggi, a Gaggiano, la battuta: <strong><em>&#8220;Ma la giostra \u00e8 rotonda, rotonda, e non possono metterci dietro!&#8221;<\/em><\/strong> \u00e8 ricordata come il &#8220;cuore&#8221;, il simbolo della <em>Speranza<\/em>.<br><br>Sono, per\u00f2, le <strong>parole di oggi<\/strong> <strong>a dare ritmo al documentario<\/strong>. C\u2019\u00e8 il ricordo accurato di <strong>Alberto Zacchetti<\/strong>, che sul palco era il <strong>giovane ebreo<\/strong> <strong>Pavel Friedman<\/strong>, ci sono le memorie di <strong>Donatella Bertaggia<\/strong>, che interpretava <strong>Anna Frank<\/strong>, e quelle di <strong>Sandra Malabarba<\/strong> che sul palco era <strong>Caroline Kennedy<\/strong>. Ci sono i ricordi della sarta <strong>Carla Navoni<\/strong> e quelli dei coristi <strong>Gabriella Renoldi, Roberto Foini<\/strong>, <strong>Tiziana Ruscito<\/strong>, <strong>Elio Fradegradi<\/strong> e del cineoperatore <strong>Rino Macchi<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>A richiamare i contenuti de <em><strong>La Speranza <\/strong><\/em>\u00e8 lo stesso regista, <strong>Aurelio Citelli<\/strong>, che fra l&#8217;altro, rievoca non senza emozione la parte del &#8220;<strong>secondo negro<\/strong>&#8221; da lui interpretata:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>Signore, sono stanco.<br>Sono nato stanco,<br>a lungo ho camminato, dal canto del gallo<br>ed alto \u00e8 il colle che porta alla loro scuola.<br>Signore, non voglio piu recarmi alla loro scuola,<br>fate, vi prego, che non ci vada pi\u00f9.<br>E poi \u00e8 davvero troppo triste la loro scuola,<br>triste come quei signori della citt\u00e0,<br>quei signori come si deve<br>che non sanno pi\u00f9 ballare di sera al chiaro di luna<br>che non sanno pi\u00f9 camminare sulla carne viva dei piedi<br>che non sanno pi\u00f9 narrare alle veglie.<br>Signore, non voglio pi\u00f9 recarmi alla loro scuola.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Le <strong>prove dell&#8217;opera <\/strong>furono lunghe, faticose, a tratti contrastate. Gli allievi trascorsero settimane a studiare il copione, a provare i canti non senza qualche malumore di qualche genitore che non vedeva con favore il teatro a scuola. Gli allievi, seppur elettrizzati dalla nuova avventura e impressionati dalle capacit\u00e0 artistiche del Direttore, faticavano a capirne il rigore, la  ricerca della perfezione. E, sebbene stentassero a comprendere il senso complessivo dello spettacolo, giorno dopo giorno, prova dopo prova, imparavano l&#8217;importanza del lavoro insieme, il coordinamento dei movimenti, la dizione, il canto non cantilenato. Soprattutto, coglievano, via via, la profondit\u00e0 di ci\u00f2 che stavano rappresentando, intravedevano la ricchezza dei riferimenti storici, sociali, geografici. De Filippi li conduceva sulle strade di <strong>Dallas<\/strong> e nelle <strong>fabbriche operaie<\/strong>, nei <strong>quartieri neri di Atlanta<\/strong> e <strong>nell&#8217;orrore di Auschwitz<\/strong>, nel <strong>deserto nucleare di Hiroshima <\/strong>e nella <strong>Chiesa nuova di Papa Giovanni XXIII<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Li accompagnava sulla Terra.<br><br>Tutto il paese era in fermento: mentre gli operai montavano un grande palcoscenico, le mamme cucivano tuniche di &#8220;seta&#8221;, gli elettricisti posavano i faretti, i pap\u00e0 recuperavano vecchi tappeti, fiaccole, una cetra e rami d&#8217;ulivo.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-container-4 wp-block-gallery-3 wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"493\" height=\"338\" data-id=\"1437\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/161.-Aurelio-Citelli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1437\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"300\" data-id=\"1432\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/134-De-Filippi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1432\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"219\" data-id=\"1435\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/139-La-Speranza-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1435\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"434\" height=\"338\" data-id=\"1436\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/160-Alberto-Zacchetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1436\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"300\" data-id=\"1433\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/137-Fradegradi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1433\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"400\" height=\"304\" data-id=\"1434\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/138-La-Speranza-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1434\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><br>Finalmente, una sera di maggio, di fronte ad una folta platea venne il debutto. Al pianoforte, collocato in platea, sedeva la maestra-pianista <strong>Carla Pianca<\/strong>. Ad un cenno del direttore<em>,<\/em> settanta bambini scalzi e con le tuniche colorate, si disposero ordinatamente sui due gradoni e quando <strong>le luci si spensero<\/strong> Elio Fradegradi, Primo corista, attacc\u00f2 il suo discorso:<br><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>Ce l&#8217;avete fatta. Siete proprio entrati in sintonia con noi. Non capita a tutti, neppure ai pi\u00f9 pazienti. Sono pi\u00f9 di quanto si crede coloro che, stanchi o delusi, cercano di mettersi in comunicazione con l&#8217;altro mondo. (&#8230;)<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Opera teatrale innovativa<\/strong>, e a suo modo <strong>rivoluzionari<\/strong>a, <strong><em>La Speranz<\/em><\/strong><em><strong>a <\/strong><\/em>ha segnato la vita di una generazione di gaggianesi. Con una visione <strong>carica di futuro<\/strong>, lo spettacolo lanciava messaggi per il <strong>rispetto dell&#8217;altro<\/strong>, l&#8217;<strong>amore per la vita<\/strong>, il <strong>rifiuto della guerra<\/strong> e della <strong>bomba nucleare<\/strong>. Coraggiosamente, De Filippi affid\u00f2 a quei giovani attori il ruolo di apripista della <strong>modernit\u00e0<\/strong>, gli fece conoscere la parola \u201c<strong>responsabilit\u00e0<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un&#8217;esperienza importante, tanto da meritare un film.<\/p>\n\n\n\n<p><br>regia di Aurelio Citelli<br>\u00a9 2017 Associazione culturale Barab\u00e0n<br>durata 50 min.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il docufilm rievoca l&#8217;esperienza di teatro-scuola &#8220;La Speranza&#8221; messa in scena a Gaggiano nel 1967 ad opera del direttore didattico e regista Mariangelo de Filippi e dagli alunni delle scuole Elementari.<br \/>\n&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/baraban.it\/web\/2017\/10\/13\/i-ragazzi-della-speranza\/\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">I ragazzi della Speranza<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2145,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[22,133,118,134,136,135,132,123],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1313"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3357,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1313\/revisions\/3357"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2145"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}