{"id":5209,"date":"2023-06-29T06:58:58","date_gmt":"2023-06-29T07:58:58","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=5209"},"modified":"2025-02-13T09:23:40","modified_gmt":"2025-02-13T10:23:40","slug":"quando-leydi-mordeva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2023\/06\/29\/quando-leydi-mordeva\/","title":{"rendered":"Quando Leydi mordeva"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:18px\"><strong>Inventandosi un passato fioriscono i celti della Padania<br><\/strong>di Roberto Leydi<br>La stampa &#8211; Tuttolibri, 23 maggio 1981<br><\/p>\n\n\n\n<p><em>A distanza di quasi 40 anni dall&#8217;uscita, ripubblichiamo un articolo di Roberto Leydi che in qualche modo ci riguardava. Se pure aveva delle ragioni, il prof., come talvolta gli capitava, fu spietato nei giudizi, non sempre veritiero e ingeneroso. Tanto da prendersela addirittura con l&#8217;innocente Gianni Brera. Ma, certo, quelle sue parole furono una spinta per la nascita, l&#8217;anno dopo, di Barab\u00e0n.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Arrivano i celti. Anzi sono gi\u00e0 arrivati. Qualcuno, addirittura, dice che se ne stanno andando. Come succede per le mode. I celti redivivi hanno violini, ghironde, chitarre, flauti e percorrono i sentieri dei concerti e dei festival di musica cosiddetta \u201cfolk\u201d, portando il loro &#8216;messaggio\u2019. Questi celti musicali sono di due categorie. Quelli che appartengono a un&#8217;area almeno un po&#8217; celtica, come lingua e come tradizioni e quelli che con la cultura celtica non c&#8217;entrano per niente e s&#8217;immaginano una patria perduta popolata appunto di celti. I primi sono i gruppi musicali bretoni, irlandesi, gallesi, pi\u00f9 o meno collegati con i rispettivi movimenti autonomistici o indipendentistici, impegnati a far musica, far soldi (se ci riescono) e far propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle loro spalle c&#8217;\u00e8 una tradizione, c&#8217;\u00e8 una storia, in alcuni casi c&#8217;\u00e8 anche un insegnamento musicale autentico, spesso conosciuto e riproposto non soltanto con amore, ma anche con rispetto. Per esempio i gruppi bretoni non sono tutti sciagurati come Alain Stivel, ma molti portano nei paesi di Bretagna, in Francia e in Europa testimonianze di buona musica, suonata come la tradizione vuole (o quasi), con gli strumenti che ci vogliono. Pi\u00f9 fantasiosi gli irlandesi, cio\u00e8, secondo le loro intenzioni, pi\u00f9 \u201ccreativi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci sono gli altri: gli aspiranti celti. Il \u201cceltismo\u201d, infatti, sembra essere, in Italia, l&#8217;erede del \u201ctarantellismo\u201d. Il \u201ctarantellismo\u201d esplose al seguito delle fortune della Nuova Compagnia di Canto Popolare, invadendo ogni raduno giovanile, con risultati che volevano essere gioiosi e festosi e non erano che rattristanti. Tramontata la tarantella, ecco la musica celtica. Magica etichetta che s&#8217;attacca a due tipi di gruppi musicali nostrani: quelli che copiano i celti veri (o quasi veri) e quelli che s&#8217;inventano il celtismo italiano. I primi non sono che degli imitatori, modesti, di una musica che a loro giunge, per lo pi\u00f9, di seconda o terza mano. Essi, cio\u00e8, non suonano, pi\u00f9 o meno bene, musica bretone o musica irlandese, ma, sempre pi\u00f9 o meno bene, una copia di musica bretone o irlandese, tirata gi\u00f9 dai gruppi che gi\u00e0 travisano (o \u201ccreano\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri costituiscono un problema e un fenomeno pi\u00f9 interessanti, a livello sociologico, non musicale. Gli ansiosi ricercatori del celtismo italiano, infatti, vogliono ad ogni costo affermare l&#8217;esistenza, fino alla musica popolare d&#8217;oggi, di una eredit\u00e0 celtica anche da noi. E ci\u00f2 per dichiarare un valore di etnia contrapposto a quello latino, o gallico, o ligure, o veneto.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da chiedersi per quale motivo (che non sia il fascino del celtismo irlandese, con il suo successo commerciale e le sue implicazioni anche drammaticamente politiche) questi volonterosi ragazzi, volendo trovarsi radici antiche, si rivolgano proprio ai celti, cio\u00e8 al popolo che sembra aver lasciato meno segni del suo passaggio (oltre tutto marginale) nell&#8217;Italia del Nord. Perch\u00e9 non fare musica ligure, per esempio. Tutti gli abitanti dei paesi che finiscono in \u201cosco\u201d (da Bogliasco in Liguria a Pettenasco nel Novarese) potrebbero con pi\u00f9 legittimit\u00e0 rivendicare una etn\u00eca ligure (e quindi pre romana) e fondare la loro \u2018diversit\u00e0\u2019 su un minimo dato di fatto. Ora noi sappiamo che i celti hanno lasciato il loro dubbio segno in poche decine di parole dei dialetti alpini, la qual cosa non \u00e8 molto per costruirci sopra un revival culturale e una musica popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra. E&#8217; che per far finta di essere celti basta copiare un po&#8217; il sound dei celti veri, mentre per riscoprirsi liguri, o salassi, o cenomani il problema \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente attorno a questo celtismo italiano fiorisce una finta filologia. Un gruppo musicale di questo filone (che, per\u00f2, fa quasi esclusivamente copiatura di musica bretone e irlandese) si \u00e8 dato per nome \u201cI Celtig\u201d, assicurando che nel Pavese \u201cparla c\u00e8ltig\u201d vuol dire \u201cparlare in dialetto\u201d. Naturalmente il dato non risulta a nessun linguista e ho il sospetto che dietro ci sia la geniale e affascinante immaginazione filologica di Gianni Brera, gran maestro di invenzioni archeologiche e antropologiche non soltanto a proposito di San Zenone Po, il suo paese, ma un po&#8217; di tutta l&#8217;area milanese-pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>In tanti anni di lavoro sulla musica popolare dell&#8217;Italia del Nord devo confessare di non aver mai trovato segni di relazione con quanto altrove rimane della musica celtica. Ma adesso che una rivista che si intitola Etnie (e raccoglie tutti i \u2018gridi di dolore\u2019 delle minoranze vere e inventate) annuncia un saggio musicologico, con disco, sulla musica celtica della Valle Padana sono in ansia. Che davvero dobbiamo tutti ricrederci? Che davvero i celti sono ancora tra noi e noi non li abbiamo riconosciuti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un articolo di Roberto Leydi apparso su La stampa &#8211; Tuttolibri nel 1981, l&#8217;etnomusicologo milanese attaccava i &#8220;celtisti&#8221; del Nord Italia. E di mezzo, c&#8217;era anche qualcuno di noi!&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/baraban.it\/web\/2023\/06\/29\/quando-leydi-mordeva\/\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Quando Leydi mordeva<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5094,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5209"}],"collection":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5209"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8522,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5209\/revisions\/8522"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}