{"id":6004,"date":"2024-01-04T13:46:00","date_gmt":"2024-01-04T14:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=6004"},"modified":"2024-01-10T05:56:53","modified_gmt":"2024-01-10T06:56:53","slug":"il-violino-di-auschwitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2024\/01\/04\/il-violino-di-auschwitz\/","title":{"rendered":"Il 9 gennaio 2024 \u00e8 uscito &#8220;Il violino di Auschwitz&#8221;, il nuovo CD di Barab\u00e0n"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; uscito il 9 gennaio 2024 il nuovo album di Barab\u00e0n <strong><em>Il violino di Auschwitz<\/em><\/strong>, il 9\u00b0 della band milanese. <\/p>\n\n\n\n<p>Realizzato in oltre 3 anni di lavoro, l\u2019album<strong><em> Il violino di Auschwitz <\/em><\/strong>comprende brani di nuova composizione ed elaborazione (<em><strong>Capelli di cenere, Bublichki \/ Ma Yofus, Andonis, Il viaggio di Marollo\/ Battare prosciutto<\/strong><\/em>) oltre a brani tratti dall\u2019omonimo spettacolo multimediale che la band milanese porta sui palcoscenici italiani dal 2010.<br>Sebbene la coscienza fatichi ad accettare come la musica potesse convivere con l\u2019inferno dei campi, numerose sono le testimonianze, le storie, i libri e, seppur in misura minore, le immmagini che attestano come ad <strong>Auschwitz, Dachau, Terez\u00ecn <\/strong>e<strong> Mauthausen<\/strong> si suonava, si cantava e si componeva musica. Nei lager la musica ha avuto un ruolo di <strong>esaltazione dell\u2019orrore e annientamento della dignit\u00e0 umana<\/strong>: era presente in modo costante, quotidiano. Le note scandivano i <strong>ritmi dei prigionieri durante le marce<\/strong> verso i campi di lavoro, risuonavano in modo martellante e ossessivo nelle adunate, durante le esecuzioni, nei momenti di intrattenimento degli ufficiali.<br>Di fronte alla sola prospettiva della morte i musicisti non rinunciavano alla loro passione, arrivando talvolta a partecipare a orchestre, come ad <strong>Auschwitz<\/strong>, scrivendo melodie e canzoni nelle condizioni pi\u00f9 disperate, cantando ninna nanne ai bambini come la straordinaria <strong><em>Wiegala<\/em><\/strong> scritta da <strong>Ilse Weber<\/strong>, cantando canzonette come nel caso di <strong>Nedo Fiano <\/strong>che si salv\u00f2, oltre che per la conoscenza della lingua tedesca, anche per la sua bella voce, o suonando la fisarmonica come capit\u00f2 a <strong>Enrico Piccaluga<\/strong> ingegnere di Sesto Calende deportato a Dachau.<br>Ha raccontato Piccaluga: \u201c<em>Due giorni dopo Natale, il Lager \u00c4ltester ordin\u00f2 che tutti coloro che sapevano suonare qualche strumento si presentassero la sera nella Schreib-Stube per farsi provare. Voleva organizzare un complesso di suonatori, anche ridotto, che potesse rallegrare le lunghe serate invernali a lui ed alle SS. Poich\u00e9 sapevo suonare la fisarmonica vi andai, e fui prescelto insieme con un mandolinista ebreo per formare cos\u00ec un primo nucleo. Accettai, perch\u00e8 mi ripromettevo molti vantaggi da questo incarico: il giorno dopo, infatti, per ordine del Lager \u00c4ltester ebbi modo di fare un bel bagno, di rasarmi, cambiare tutti gli indumenti, ne ebbi di nuovi, di pi\u00f9 pesanti, mentre l\u2019infermiere capo, un famoso dottore di Budapest, ebbe l\u2019incarico di fasciarmi con la massima cura le piaghe che avevo sulle mani, perch\u00e8 fossi in grado di suonare col minimo dolore<\/em>\u201c.<br><br>Altre testimonianze, seppur mediate, ci vengono dalla poesia, come quella del grande scrittore ebreo <strong>Paul Celan<\/strong>, scampato all\u2019Olocausto: la sua <em>Todesfuge<\/em> (<em>Fuga di morte<\/em>), emblema poetico della riflessione critica intorno all\u2019<em>Olocausto<\/em>, ne fa cenno in pi\u00f9 occasioni:<br><br><em>Lui grida suonate pi\u00f9 dolce la morte la morte \u00e8 un maestro tedesco<br>lui grida suonate pi\u00f9 cupo i violini e salirete come fumo nell\u2019aria<br><\/em><br>Musica classica, da ballo, jazz, inni, opere liriche, melodie popolari, canzonette, motivi da cabaret: si suonava di tutto nei lager. Perch\u00e9 per i detenuti, fare musica o cantare significava ritrovare la dignit\u00e0 violata e, in molti casi, vivere.<br><br>Accanto ai musicisti di Barab\u00e0n \u2013 <strong>Vincenzo Caglioti<\/strong> (organetti diatonici e voce), <strong>Aurelio Citelli<\/strong> (voce solista, tastiere, fisarmonica, bouzouky e percussioni), <strong>Giuliano Grasso<\/strong> (violino e voce), <strong>Maddalena Soler<\/strong> (voce solista e violino), <strong>Alberto Rovelli<\/strong> (contrabbasso e voce), <strong>Antonio Neglia<\/strong> (chitarre, bouzouky e voce) \u2013 hanno preso parte alle registrazioni il giovane violinista <strong>Francesco Grasso<\/strong>, i clarinettisti <strong>Gianluigi e Matteo Midali<\/strong> (rispettivamente direttore e musicista &#8211; giovanissimo &#8211; del Corpo Bandistico di Rosate), e <strong>Paolo Ronzio<\/strong> alla chitarra acustica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/369_Copertina-CD-Il-violino-di-Auschwitz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6457\"\/><figcaption><em>La copertina del CD Il violino di Auschwitz.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019album si apre con <strong><em>Capelli di cenere<\/em><\/strong>, una composizione di <strong>Aurelio Citelli<\/strong> tratta dalla poesia di <strong>Paul Celan<\/strong> <em>Todesfuge <\/em>(<em>Fuga di morte)<\/em>. Si parla di una Margarete dai \u00abcapelli d\u2019oro\u00bb (prototipo della ragazza tedesca, con riferimento a un personaggio del <strong>Faust, <\/strong>di Goethe) e di una Sulamith dai \u00abcapelli di cenere\u00bb, la fanciulla ebrea cantata nel <strong>Cantico dei Cantici <\/strong>che, con i suoi capelli bruciati nel forno crematorio, diventa il simbolo di tutti gli ebrei uccisi nei campi. Arricchisce il brano una citazione del tradizionale klezmer <em>Araber Tanz<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella suite strumentale <strong><em>Bublichki<\/em> \u2013<\/strong> <strong><em>Ma<\/em><\/strong> <strong><em>Yofus<\/em><\/strong> emergono i clarinetti di Gianluigi e Matteo Midali affiancati nel secondo brano dall\u2019organetto diatonico suonato con grande virtuosismo da <strong>Vincenzo Caglioti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ancora l\u2019organetto di <strong>Caglioti<\/strong> a introdurre e a condurre con i violini di <strong>Francesco <\/strong>e<strong> Giuliano Grasso<\/strong> la <strong>Hora Tiganeasca <\/strong>(danza degli Zigani), un brano del folklore <em>gipsy <\/em>particolarmente accattivante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le numerose musiche da danza (di origine klezmer, rom o gipsy, chassidica o appartenenti alla tradizione resiana) presenti nel disco si avvalgono della solida e raffinata base ritmica costruita dalle chitarre di <strong>Antonio Neglia<\/strong> e <strong>Paolo Ronzio<\/strong>, dal contrabbasso di <strong>Alberto Rovelli<\/strong> e dalle percussioni, acustiche e digitali usate, qua e l\u00e0, da <strong>Citelli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i brani vocali, oltre all\u2019inedita <strong><em>Capelli di cenere<\/em><\/strong>, si segnalano quelli cantati magistralmente (e in diverse lingue) da <strong>Maddalena Soler<\/strong>: la celebre <strong><em>Andonis <\/em><\/strong>(con testo di Iakovos Kambanellis e musica di Mikis Teodorakis) nell\u2019originale versione in lingua greca, la popolare <strong>Die Moorsoldaten<\/strong> (inno della Resistenza tedesca) eseguita in parte in tedesco e in parte in italiano, e&nbsp;la struggente <strong>Wiegala <\/strong>una ninna nanna che la compositrice e autrice di libri per bambini <strong>Ilse Weber <\/strong>cant\u00f2 l\u2019ultima volta nell\u2019ottobre del 1944 prima di entrare nelle \u201cdocce\u201d di Auschwitz insieme al figlio Tommy e altri bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>In <strong><em>Set Klezmer<\/em><\/strong> sono i violini di <strong>Giuliano Grasso<\/strong> e <strong>Maddalena Soler <\/strong>a riportare l\u2019ascoltatore alla tradizione musicale degli ebrei Ashkenazi dell&#8217;Europa Orientale: i due archi, in solitudine, eseguono una <em>Sherele<\/em> seguita da una danza di nozze degli ebrei ungheresi: musiche delle comunit\u00e0 ebraiche dell\u2019Europa dell\u2019est scomparse a causa dei numerosi pogrom e della shoah.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"511\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/333.-Baraban-Vertemate.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4936\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>I temi del <strong>contrasto all\u2019indifferenza <\/strong>e della <strong>trasmissione della memoria<\/strong> compaiono ne <strong><em>Il capretto (Dona, Dona)<\/em><\/strong> brano che Herbert Pagani compose nel 1966 riprendendolo dalla famosa <em>Dos kelbl<\/em> scritta dal musicista ebreo Sholom Secunda su una canzone popolare polacca. Dice il testo: \u201cTi racconto questa storia\/ perch\u00e9 un giorno pure tu\/ dovrai fare l\u2019impossibile\/ perch\u00e9 non succeda pi\u00f9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un omaggio \u201clive\u201d a Goran Bregovic (<em><strong>Lullaby<\/strong><\/em>, ninna nanna) registrato all\u2019Auditorium San Dionigi di Vigevano, uno ancora a Kambanellis e Theodorakis (<strong><em>Asma Asmaton<\/em><\/strong>) e al partigiano Marollo (<strong><em>Il viaggio di Marollo\/ Battare prosciutto<\/em><\/strong>) il CD si chiude con una suite di <strong>Danze resiane <\/strong>(<em>Ta Bantava, Ta Solbaska, Pravimi no pravico, Ta lipavska)<\/em> a ricordare come la violenza nazista, sempre sostenuta dal fascismo, colp\u00ec pesantemente anche le comunit\u00e0 alloglotte del Friuli orientale deportate negli speciali campi di concentramento \u201cper slavi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019album \u00e8 dedicato a Liliana Segre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-container-2 wp-block-gallery-1 wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"503\" data-id=\"1882\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/4.-Maddalena_Soler_Baraban_Bardentreffen_2014.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1882\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"868\" height=\"667\" data-id=\"5848\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/358-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5848\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"698\" data-id=\"5849\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/359.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5849\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"667\" data-id=\"5853\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/363.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5853\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"750\" data-id=\"4660\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DSCN8160-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4660\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"523\" data-id=\"5857\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/71.-Rovelli_Cacis.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5857\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"671\" data-id=\"4667\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DSC00746-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4667\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"738\" height=\"514\" data-id=\"5499\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SNY03439.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5499\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"400\" data-id=\"5501\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Matteo-Midali-e1690451483740.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5501\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"497\" data-id=\"2210\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/220.Baraban_Nerviano-Maddi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2210\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-id=\"5850\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/360.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5850\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"772\" data-id=\"4673\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DSC00758.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4673\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"262\" data-id=\"4592\"  src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/320.-Violino-Auschwitz-2023.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4592\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><br><strong><em>Il violino di Auschwitz<\/em><\/strong> chiude la trilogia dedicata da Barab\u00e0n ai conflitti e ai drammi del Novecento. Avviato nel 2005 con il DVD <strong><em>Venti5 d\u2019April<\/em><\/strong><em><strong>e. Suoni, immagini e memorie per la Resistenza<\/strong><\/em>, il progetto era proseguito nel 2015 (Centenario dell&#8217;entrata nella Grande Guerra dell&#8217;Italia) con il CD <strong><em>Voci di trincea<\/em><\/strong>. <em><strong>Concerto per la Grande Guerra<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tracklist<\/strong><br><em>1. Capelli di cenere<\/em> <br><em>2. <\/em>Bublichki\/ Ma Yofus<br><em>3.&nbsp; Andonis<\/em><br><em>4.&nbsp; Hora Tiganeasca<\/em><br><em>5.&nbsp; Die Moorsoldaten<\/em><br><em>6.&nbsp; Set Klezmer<\/em><br><em>7.&nbsp; Un capretto (Dona, Dona)<\/em><br><em>8.&nbsp;<\/em> Hasidic Waltz<br><em>9.&nbsp;&nbsp; Wiegala<\/em><br><em>10.&nbsp; Lullaby<\/em><br><em>11.&nbsp; Il viaggio di Marollo\/ Battare prosciutto<\/em><br><em>12.&nbsp; Asma Asmaton<\/em><br><em>13.&nbsp; Danze resiane<\/em><br><br>Total time: 45 min.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Musicisti<\/strong><br>Vincenzo Caglioti: organetti diatonici, voce<br>Aurelio Citelli: voce solista, tastiere, fisarmonica, bouzouky, percussioni <br>Giuliano Grasso: violino, voce<br>Antonio Neglia: chitarra acustica e classica, bouzouky, voce<br>Alberto Rovelli: contrabbasso, voce<br>Maddalena Soler: voce solista, violino<\/p>\n\n\n\n<p>con<br>Francesco Grasso: violino<br>Gianluigi Midali: clarinetto<br>Matteo Midali: clarinetto<br>Paolo Ronzio: chitarra acustica<\/p>\n\n\n\n<p><br>Registrato al Barab\u00e0n Digital Studio (Gaggiano MI, Italia) tra il 2020 e il 2023.<br>I clarinetti di <em>Bublichki \/ Ma Yofus<\/em> sono stati registrati nella Sala prove del Corpo Bandistico di Rosate.<br><em>Lullaby<\/em> \u00e8 stata registrata<em> live<\/em> nel corso del concerto tenuto da Barab\u00e0n a Vigevano (PV), Auditorium San Dionigi, il 30 gennaio 2022.<br>Registrazione e missaggio: Aurelio Citelli.<br>Booklet a cura di Giuliano Grasso e Aurelio Citelli. <br>Revisione dei testi in tedesco: Alberto Rovelli.<br>Grafica: Elena Piccini e Giuliano Grasso.<br>Foto: Elena Piccini, Alberto Rovelli, Ralf Shulze, Sergio Slavazza, Teobaldo Sold\u00e0.<br>Coordinamento della produzione: Aurelio Citelli.<br><br>In copertina: violino appartenuto alla violinista Eva Maria Levy, internata ad Auschwitz. Collezione di Carlo Alberto Carutti &#8211; Le stanze della musica. Museo Civico Ala Ponzone, Cremona (foto di Elena Piccini).<\/p>\n\n\n\n<p>Con il patrocinio dell&#8217;Istituto Nazionale Ferruccio Parri <\/p>\n\n\n\n<p><br>Prodotto nel 2024 da Associazione culturale Barab\u00e0n &#8211; Gaggiano MI<br>ACB\/CD28<br>\u00a9 2024 Associazione culturale Barab\u00e0n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\"><strong>Vendita<\/strong> online presso Fototeca Gilardi:<br><a href=\"https:\/\/fototeca-gilardi.com\/prodotto\/il-violino-di-auschwitz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/fototeca-gilardi.com\/prodotto\/il-violino-di-auschwitz\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\">\u20ac 15,00 + spese di spedizione<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9\u00b0 album di Barab\u00e0n, &#8220;Il violino di Auschwitz&#8221; \u00e8 dedicato all\u2019Olocausto e al Giorno della Memoria. Un CD per non dimenticare.&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/baraban.it\/web\/2024\/01\/04\/il-violino-di-auschwitz\/\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Il 9 gennaio 2024 \u00e8 uscito &#8220;Il violino di Auschwitz&#8221;, il nuovo CD di Barab\u00e0n<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6457,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7,8],"tags":[199,29,25,36,22,273,265,23,306,305,28,304,26,198,27],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6004"}],"collection":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6004"}],"version-history":[{"count":51,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6004\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6540,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6004\/revisions\/6540"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}