{"id":619,"date":"2002-07-06T05:31:00","date_gmt":"2002-07-06T06:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=619"},"modified":"2025-04-01T07:21:33","modified_gmt":"2025-04-01T08:21:33","slug":"baraban-terre-di-passo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2002\/07\/06\/baraban-terre-di-passo\/","title":{"rendered":"Barab\u00e0n &#8211; Terre di passo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Terre di passo, terre di vento, terre di confine<\/strong><br>Le terre di passo sono il luogo simbolico di incontro delle differenze, delle contaminazioni linguistiche, di riti e tradizioni. Sono il luogo della memoria. Ma sono, anche, simbolo di una terra di frontiera pi\u00f9 grande: l\u2019Italia, terra di passo per eccellenza, luogo di passaggio di popoli e genti diversi, spazio ideale di confronto e scambio delle alterit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultimo lembo di entroterra ligure, al confine tra Italia e Francia, \u00e8 terra povera, aspra, battuta dal vento e dai traffici pi\u00f9 diversi. Terra di antichi passaggi, sui suoi sentieri si canta e si danza, si odono parole e suoni di paesi lontani. Sono i barabba del mondo, gli affamati della terra, <em>baraban<\/em> migranti, clandestini, donne e uomini senza carte che, nell\u2019Europa che ha abolito le frontiere, non si azzardano a passare dalle normali vie di traffico. Ripercorrono strade un tempo battute da <em>ritals<\/em>, <em>passeur<\/em>, contrabbandieri, ebrei, perseguitati politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguire il filo di questi passaggi, antichi e nuovi, \u00e8 un po\u2019 come seguire il filo della storia, il passare delle stagioni. Barab\u00e0n \u00e8 partito da qui, dalle terre aspre di confine per cantare tutta quanta l&#8217;Italia, per rievocare la Milano della Resistenza, la sete di giustizia, la sofferenza, la speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Rilevante, per questo tratto di strada, \u00e8 stato l\u2019incontro con Franco Loi: la sua poesia carica di tensione e musicalit\u00e0, popolare e colta, arcaica e moderna, ci \u00e8 parsa un approdo naturale. Profondamente legato alla Milano operaia, artigiana, periferica e dialettale (la citt\u00e0 del \u00ab<em>popul arm\u00e0, popul de speransa<\/em>\u00bb), Loi assegna a questi testi, scritti in anni lontani, una funzione testimoniale, talvolta di invettiva (\u00ab<em>Italia ladra, terascia de c\u00fc al\u00e9gher<\/em>\u00bb), e d\u00e0 voce alle istanze della parte esclusa dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Spunti e idee ci sono venuti anche dall\u2019opera di altre due figure della cultura moderna: Francesco Biamonti e Fabrizio De Andr\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<p>La fonte principale di questo lavoro, tuttavia, rimane il patrimonio di conoscenze, storie e linguaggi, di tante donne e uomini che abbiamo incontrato sui sentieri della memoria. Un patrimonio utile, anche per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe non sai dove stai andando, volgiti a guardare da dove vieni\u00bb. <em>Bar aba, Barabbas, Baraban<\/em>. La nostra strada, il nostro sentiero, sta l\u00ec, in quel nome.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tracklist<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li><em>Terre di passo&nbsp;&nbsp;<\/em>(musica e parole A. Citelli)<em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/li><li><em>Bar aba, Barabbas, Baraban&nbsp;<\/em>(trad. &#8211; arr. A. Citelli, G. Grasso)<\/li><li><em>Le Valli dei Cavalieri&nbsp;&nbsp;<\/em>(trad. &#8211; arr. A. Citelli)<\/li><li><em>Italia&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em>(musica A. Citelli, parole F. Loi)<\/li><li><em>Notte mediterranea&nbsp;&nbsp;<\/em>(trad.)<\/li><li><em>Primula Rossa e Vento d\u2019aprile&nbsp; <\/em>(musica A. Citelli)<\/li><li><em>La set&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>(musica A. Citelli, parole F. Loi)<\/li><li><em>14 luglio&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>(musica A. Citelli)<\/li><li><em>I s\u00e0res&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>(musica A. Citelli, parole F. Loi)<\/li><li><em>Moline swing&nbsp; <\/em>(musica G. Grasso)<\/li><li><em>El silensi&nbsp; &nbsp; <\/em>(musica A. Citelli, parole F. Loi)<\/li><li><em>MazuDoru&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>(trad. \u2013 arr. V. Caglioti, A. Citelli)<\/li><li><em>Canzone del Maggio (live)&nbsp; <\/em>(F. De Andr\u00e9, Piovani, Bentivoglio)<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Total time: 52:44<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MusicistI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Caglioti: organetti diatonici, voc<br>Aurelio Citelli: voce solista, ghironda, bouzouky, tastiere, basso<br>Giuliano Grasso: violino, voce<br>Diego Ronzio: darabuka, batteria, percussioni, clarinetto, piffero, sax, voce<br>Paolo Ronzio: chitarra acustica, bouzouky, mandolino, flauti, cornamuse, voce<br><br>con<br>Mouna Amari: voce in <em>Notte mediterranea<\/em> e voci \u201cmigranti\u201d in <em>Terre di passo<br><\/em>Donata Pinti: voce in <em>Notte mediterrane<br><\/em>Luigi Zucca: contrabbasso in <em>14 luglio<\/em> e <em>Moline swing<br><br><\/em>Registrato nel 2001-2002 al Barab\u00e0n Digital Studio, Gaggiano e Inveruno (MI)<br>Tecnico del suono: Alessandro Magistrelli<br>Direzione artistica: Aurelio Citelli<br>Note a cura di Aurelio Citelli, Giuliano Grasso e Diego Ronzio<br>Grafica e coordinamento editoriale: Giuliano Grasso<br>Copertina creata da un dipinto di Emile Bernard (1878-1941), rielaborazione digitale di Giuliano Grasso e Elena Piccini<\/p>\n\n\n\n<p>ACB\/CD13<br>\u00a9 2002 Associazione culturale Barab\u00e0n<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Recensioni<\/strong><br><br><em>\u201cSolido e di grande impatto emotivo il lavoro dei Barab\u00e0n, dipanato in cinque precedenti lavori discografici. Qui per\u00f2 la posta per lo storico gruppo milanese \u00e8 ancora pi\u00f9 alta\u2026 Nulla va perso dell&#8217;impatto sostanzioso del suono Barab\u00e0n, arricchito da sfumature inedite: cadenze yiddish, una ninna nanna araba che sfocia in una &#8220;dondela&#8221; romagnola, strumentario allargato di corde, ance e percussioni usato con gusto, i testi appassionati del poeta Franco Loi. In chiusura una splendida versione \u201cLive&#8221; della Canzone del maggio di De Andr\u00e9, che gi\u00e0 compariva nella raccolta Canti Randagi, ma ora resa con un quid di forza lucida in pi\u00f9.\u201d<\/em> (World Music, 2003)<br><em><br>\u201cI fans di Barab\u00e0n adoreranno certamente questo sesto disco. Soprattutto perch\u00e9 \u00e8 ben realizzato. La registrazione e il lavoro di studio impeccabili. I testi sono politicamente corretti. I musicisti sono eccellenti, virtuosi.\u201d <\/em>(Trad, Francia, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c\u2026un album caleidoscopico, che reinventa le carte geografiche all\u2019insegna di una musica totale, orgogliosamente legata alle radici ma anche \u201cal di l\u00e0\u201d delle radici. Molto belli i testi di Franco Loi, uno dei pi\u00f9 celebri poeti italiani, colmi di ironia, passione, dolore, e di inevitabili riferimenti alla storia italiana di ieri e di oggi.\u201d<\/em> (Rockerilla, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTerre di passo si pu\u00f2 tranquillamente considerare un punto d\u2019arrivo per la maturit\u00e0 con cui \u00e8 stato concepito e la bellezza delle canzoni.\u201d<\/em> (Jam, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNel mondo della musica, Barab\u00e0n \u00e8 il nome di uno storico e quotato gruppo della scena folk e questo Terre di passo, sesto album del gruppo milanese, \u00e8 un lavoro al contempo colto e popolare, arcaico e moderno, sicuramente un lavoro maturo e convincente. Lontano dalle staticit\u00e0 ripetitive che la parola folk ci suggerisce, i Barab\u00e0n conoscono bene il fertile terreno della musica popolare non solo italiana [&#8230;] La loro musica, sia pur rigorosa nelle matrici, ricorda per\u00f2 nella vena leggera e disincantata alcuni dei momenti migliori degli storici Stormy Six i quali, partendo da presupposti diversi giunsero pi\u00f9 o meno alla stessa sintesi di cultura e tradizione musicale. In questo album, dedicato all\u2019Italia, terra di passo per eccellenza nei secoli, si alternano melodie dell\u2019appennino parmense, mazurche canavesane, musiche di origine yiddish (Barab\u00e0n), swing (14 luglio, dedicata alla Liberazione di Milano), momenti di storia contemporanea (La set), sguardi sulla societ\u00e0 italiana (Italia)\u2026Un lavoro al contempo colto e popolare, arcaico e moderno, sicuramente un lavoro maturo e convincente\u2026 spiccano gli splendidi testi di Franco Loi.\u201d<\/em> (Suono, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUn disco che costringe a pensare (finalmente! verrebbe da dire\u2026), che antepone alla fastidiosa stucchevolezza&nbsp; pseudo-filologica di molti dischi che si dichiarano \u201ctradizionali\u201d, una musica che si fa discorso, oltre gli intellettualismi di rito, e scende a patti con la pi\u00f9 impresentabile delle realt\u00e0.\u201d<\/em> (Folkbulletin, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c\u2026una mescolanza sapientemente scelta di materiali della tradizione, composizioni ricche di sensibilit\u00e0 e poesia contemporanea.\u201d<\/em> (Folk Roots, Gran Bretagna, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c\u2026il miglior lavoro finora espresso da questo gruppo storico e una delle cose migliori del folk italiano pi\u00f9 recente.\u201d<\/em> (L\u2019Ovadese, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTerre di passo \u00e8 l\u2019album pi\u00f9 maturo e convincente del gruppo milanese. Un felice incontro di poesia contemporanea e musiche tradizionali. Forti di una solida cultura etnomusicale, i Barab\u00e0n spaziano dall\u2019arcaico al moderno, dalle mazurche del Canavese ai canti yiddish, dalle melodie dei violinisti dei monti parmensi allo swing.\u201d<\/em> (Panorama Travel, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c&#8230; c&#8217;\u00e8 un disco uscito circa contemporaneamente al Fischio del vapore e che secondo me \u00e8 molto pi\u00f9 bello; si chiama Terre di passo, lo ha inciso un gruppo che si chiama Barab\u00e0n: ci sono musiche tradizionali e canzoni originali in stile sugli stupendi testi in dialetto milanese del poeta Franco Loi. Le canzoni parlano dell&#8217;Italia e della sua storia, la tradizione popolare la senti nella sua espressione migliore.\u201d<\/em> (www.golemindispensabile.it, 2004)<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<em>\u201cCentrale in questo disco dei milanesi Barab\u00e0n \u00e8 la poesia del milanese Franco Loi, classe 1930, uno degli autori che hanno rimesso al centro della letteratura italiana contemporanea la dignit\u00e0 delle lingue non nazionali.\u201d<\/em> (Il giornale della Musica, 2005)<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUn bel disco, che coniuga impegno civile e denuncia sociale con un suono d\u2019insieme pieno ed incisivo, carico di pathos ed energia, spesso dalle tinte epiche, come nella splendida traccia iniziale, che d\u00e0 il titolo al disco, opera di Aurelio Citelli.\u201d<\/em> (www.lacantarana.it )<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c&#8230; pu\u00f2 forse far trasalire qualcuno l\u2019introduzione di un traditional tunisino, ma chi conosce il gruppo sa che non si tratta di puristi e neppure di innovatori da quattro soldi&#8230;\u201d<\/em> (Blow up, 2003)<br><\/p>\n\n\n\n<p><em>(&#8230;) O ai recentissimi lavori di Baraban sulla clandestinit\u00e0 (&#8220;Terre di Passo&#8221;) e dei Radicanto sull&#8217;emigrazione (\u201cLettere Migranti\u201d)\u2026 Dischi il pi\u00f9 delle volte bellissimi e intensi, \u201csignificativi\u201d, che attraverso la riproposizione o la composizione originale impongono un nuovo (o rinnovato) approccio alla realt\u00e0 sociale e politica del nostro paese.<\/em> (FUORCHE&#8217; IL PROVVISORIO&#8230;)<br><br><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Vendita<br><\/strong>Vendita online Fototeca Gilardi:<br><a href=\"https:\/\/fototeca-gilardi.com\/prodotto\/terre-di-passo\/\">https:\/\/fototeca-gilardi.com\/prodotto\/terre-di-passo\/<\/a><br>\u20ac 15,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTerre di passo \u00e8 l\u2019album pi\u00f9 maturo e convincente del gruppo milanese. 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