{"id":7299,"date":"2024-06-15T06:19:00","date_gmt":"2024-06-15T07:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=7299"},"modified":"2024-06-30T06:48:36","modified_gmt":"2024-06-30T07:48:36","slug":"60-anni-fa-lo-scandalo-di-bella-ciao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2024\/06\/15\/60-anni-fa-lo-scandalo-di-bella-ciao\/","title":{"rendered":"60 anni fa lo &#8220;scandalo&#8221; di Bella ciao"},"content":{"rendered":"\n<p>Sessant&#8217;anni fa, il 21 giugno 1964, andava in scena al <em>Festival dei Due Mond<\/em>i, di Spoleto (PG), lo spettacolo <strong><em>Bella ciao<\/em><\/strong>. In scena, Roberto Leydi e Filippo Crivelli avevano voluto il <strong><em>Nuovo Canzoniere Italiano<\/em><\/strong> che comprendeva gli esponenti pi\u00f9 significativi della musica popolare italiana del tempo: Sandra Mantovani, Giovanna Marini, Giovanna Daffini, il Gruppo Padano di Piadena, Michele L. Straniero, Caterina Bueno, Maria Teresa Bulciolu, Kati Mattea, Silvia Malagugini e Gaspare De Lama.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sul palco del Teatro Caio Melisso, Michele L. Straniero inton\u00f2 <em><strong>Gorizia tu sei maledetta<\/strong>,<\/em> una parte del pubblico inizi\u00f2 a rumoreggiare. Ci furono urla, scontri verbali.  Seguirono denunce per vilipendio delle Forze armate, la Citt\u00e0 di Gorizia fece affiggere manifesti in tutta Italia, furono pubblicati articoli sulle prime pagine dei giornali. <\/p>\n\n\n\n<p>Fino ad allora, quando si parlava di canzone popolare, il pensiero andava alle canzonette che si ascoltavano alla radio, a <em>Non ho l\u2019et\u00e0<\/em> di Gigliola Cinquetti o ai brani sdolcinati tutti amore-baci-sole del <em>Disco per l\u2019estate<\/em>. Il massimo che si poteva ascoltare, in termini di \u201cavanguardia canora\u201d, erano i <em>Los Marcellos Ferial<\/em> che dopo aver interpretato in italiano la celebre <em>Cuando calienta el sol<\/em> avevano inondato le spiagge italiane con il tormentone di <em>Sei diventata nera<\/em>. <br><strong><em>Bella ciao <\/em><\/strong>&#8211; anche grazie allo &#8220;scandalo&#8221; che segu\u00ec &#8211; port\u00f2 una ventata di aria fresca nell&#8217;asfittico e ingessato panorama musicale italiano: fu allora che si prese coscienza dell\u2019esistenza di un canzoniere popolare, di un\u2019altra musica e un\u2019altra Italia.<br><br>E&#8217; <strong>Leydi<\/strong>, nel libro di Aurelio Citelli <strong><em>Roberto Leydi. Il &#8216;monello&#8217; che ci fece conoscere l&#8217;altra musica <\/em><\/strong>(ACB, 2023) a rievocare i fatti di Spoleto:<br><br>&#8220;(&#8230;) nel Sessantaquattro, nacque lo spettacolo Bella ciao, portato al Teatro Caio Melisso di Spoleto, per il Festival dei Due Mondi. La regia era di Filippo Crivelli.<br>E l\u00ec esplose lo scandalo di <em><strong>Bella<\/strong><\/em> ciao perch\u00e9 c\u2019erano canti d\u2019amore, canti di lavoro, canti sociali e c\u2019erano anche un gruppo di canti politici fra cui una canzone della Prima Guerra Mondiale, una delle pi\u00f9 amare, dure, desolanti canzoni sulla guerra che \u00e8 O Gorizia tu sei maledetta.<br>Quando fu cantata questa canzone esplose un po\u2019 di gazzarra in sala. Devo dire da un\u2019esigua minoranza. Il principale promotore, quello che pi\u00f9 si mise in mostra, era un colonnello dei par\u00e0 che gridava: \u00abViva l\u2019Italia, viva gli ufficiali, andate in Russia!\u00bb. Che poi la Russia l\u00ec non c\u2019entrava proprio niente. E fu una gazzarra di questo genere.<br>E, naturalmente, avvenne il battibecco: mi ricordo Giorgio Bocca che da un palco insultava questo, una signora che a un certo punto si \u00e8 alzata e ha detto: \u00abIo possiedo venti contadini e non dormono nella paglia\u00bb. Al che, c\u2019era Raf Vallone, se non sbaglio, che si \u00e8 sporto da un palco e le ha detto: \u00abVecchia befana\u2026\u00bb. E fu una cosa cos\u00ec, abbastanza\u2026 E l\u00ec, partirono le denunce.<br>Titoli in prima pagina su tutti i giornali: \u00abAl Festival di Spoleto si insultano gli ufficiali, i caduti in guerra\u00bb. L\u2019Amministrazione Comunale di Gorizia ha fatto un manifesto in tutta Italia. Una gazzarra infinita su questa cosa. Denuncia per vilipendio delle Forze Armate.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019occasione, capimmo che ci\u00f2 che aveva determinato il risentimento del pubblico di Spoleto non era stata Gorizia: le parole della canzone avevano, al massimo, funzionato come innesco. Era tutto lo spettacolo sgradito. Tutto lo spettacolo non piaceva, non andava bene. Turbava. Anche quando erano canzoni d\u2019amore, anche quando si parlava dell\u2019uva fogarina. Era uno spettacolo che dava fastidio. Lo stesso pubblico che l\u2019anno prima aveva applaudito freneticamente il concerto sugli Spirituals, famoso in tutta Italia, che diceva le stesse cose &#8211; ma erano negri, erano americani, e quindi andava bene &#8211; si risent\u00ec quando le stesse cose erano riferite al nostro mondo, alla nostra realt\u00e0 quotidiana. Era tutto lo spettacolo a dare fastidio. Ed \u00e8 scoppiato lo scandalo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AC<\/strong> <em>Come fin\u00ec la denuncia per vilipendio delle Forze Armate?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non se n\u2019\u00e8 pi\u00f9 saputo niente. \u00c8 sparita nel nulla.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img width=\"800\" height=\"400\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/411-Bella-ciao-1964.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"60 anni fa lo &#8220;scandalo&#8221; di Bella ciao\" loading=\"lazy\" \/><\/figure>\n\n\n<p><strong>AC <\/strong><em>Fu un episodio emblematico\u2026<\/em><br><br>Oh, ma sai che io ho ancora i ritagli dei giornali. Abbiamo avuto tutta la grande stampa dalla nostra parte. Decisamente. Giorgio Bocca scrisse su \u00abIl Giorno\u00bb, \u00abLa Stampa\u00bb di Torino usc\u00ec con l\u2019editoriale, usc\u00ec il \u00abCorriere della sera\u00bb. <br>(&#8230;) In <strong><em>Bella ciao<\/em><\/strong>, era Sandra che avrebbe dovuto cantare Gorizia. Poi Sandra aveva mal di gola e le abbiamo tolto due o tre canzoni, quelle che era possibile, fra cui Gorizia, e la fece Michele Straniero.<br>Io sostengo che se Michele avesse cantato Gorizia vestito da fante della Prima Guerra Mondiale, con l\u2019elmetto e la mantellina, e la faccia bianca da morto, non sarebbe successo quasi niente. Perch\u00e9 trasferiva in un passato, trasferiva in un personaggio di teatro, in teatro si possono dire delle cose.<br>Ma Michele Straniero, con la sua giacchetta, un po\u2019 grosso, che cantava sul palcoscenico, era provocatorio. Perch\u00e9 era uguale a quelli seduti in platea, era uno della platea salito a dire delle cose che la platea, una parte della platea, non era disposta a sentire.&#8221;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/412.-Michele-Straniero.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7308\" width=\"463\" height=\"326\"\/><figcaption>Michele L. Straniero<\/figcaption><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 giugno 1964, and\u00f2 in scena al Festival dei Due Mondi, di Spoleto (PG), lo spettacolo &#8220;Bella ciao&#8221;. In scena, Roberto Leydi e Filippo Crivelli avevano voluto gli esponenti pi\u00f9 significativi della musica popolare italiana: Sandra Mantovani, Giovanna Marini, Giovanna Daffini, il Gruppo Padano di Piadena, Michele L. Straniero, Caterina Bueno. 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