{"id":8203,"date":"2025-01-02T14:19:00","date_gmt":"2025-01-02T15:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=8203"},"modified":"2026-01-29T09:27:22","modified_gmt":"2026-01-29T10:27:22","slug":"memorie-della-resistenza-giancarlo-guastoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2025\/01\/02\/memorie-della-resistenza-giancarlo-guastoni\/","title":{"rendered":"Lui era nero, io sono diventato rosso. Giancarlo Guastoni"},"content":{"rendered":"\n<p><em><br>Pubblichiamo la testimonianza di Giancarlo Guastoni (1937- 2018) raccolta nel 2004 nel corso della lavorazione del video <strong>Ballo d&#8217;Aprile. Memorie di un paese alla vigilia della Liberazione,<\/strong> per la regia di Aurelio Citelli, prodotto dal<em>la Provincia di Milano e dal Comune di Gaggiano<\/em>. <\/em><br><em>Guastoni, di famiglia contadina,<\/em> <em>al tempo di guerra residente a Cascina Copiago (Noviglio, MI),<\/em> rievoca <em>l&#8217;episodio dell&#8217;aereo britannico colpito dalla contraerea tedesca nei cieli sopra Gaggiano (MI) e caduto nelle campagne vicino a Copiago.<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Guastoni Giancarlo<\/strong><br>Io sono nato nel 1937 a Pavia; i miei genitori erano pavesi, contadini. Anno per anno, per migliorare, si trasferivano: cos\u00ec siamo arrivati sul Milanese, l\u00ec prendevano di pi\u00f9. Hanno fatto San Martino nel novembre del \u201940 e siamo venuti a Copiago, proprio l\u00ec dove \u00e8 sceso l\u2019aeroplano. Io ho tre-quattro ricordi straordinari per quel periodo. <br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"368\" height=\"511\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/429-Guastoni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8230\"\/><figcaption>Giancarlo Guastoni (a sinistra).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>D. Puoi raccontare questo fatto?<\/strong><br><br>E\u2019 successo nel settembre del 1944. Allora i fittabili davano pi\u00f9 in natura che in soldi, ci davano tre pertiche di terreno da lavorare, per fare il granoturco. Io ero sul carro con mio padre, prendevo le cavagne, le ceste di granoturco, che mio pap\u00e0 mi passava sul carro. Stavamo lavorando, cos\u00ec. Io ero un ragazzino di sette anni, ma allora a sette anni si lavorava, si aiutava nelle campagne. Mentre eravamo l\u00ec abbiamo visto sei o sette aeroplani che bombardavano di qui e di l\u00e0. A un certo punto si \u00e8 vista una fumata nera\u2026 Mio pap\u00e0 mi dice: <strong>\u00ab<\/strong>Scendi, scendi dal carro che sta venendo verso di noi!<strong>\u00bb<\/strong> e difatti lo vedevamo l\u00ec, no?, veniva, veniva, veniva\u2026 ad un certo punto da Copiago a Tainate \u2013 ci sar\u00e0 due chilometri in linea d\u2019aria, s\u00ec e no \u2013 abbiamo visto due o tre paracaduti che scendevano, scendevano e l\u2019aeroplano che veniva verso di noi, quasi\u2026 Allora io sono sceso dal carro, e in quel momento l\u00ec, l\u2019aeroplano viene, viene, viene quasi sopra di noi ed \u00e8 andato gi\u00f9 a centocinquanta metri in linea d\u2019aria da noi. L\u2019ultimo che \u00e8 atterrato con il paracadute &#8211; che ha visto mio pap\u00e0 &#8211; a cento metri sulla destra, era il vice-pilota. Allora \u00e8 corso l\u00e0 a prenderlo, l\u2019ha preso ed era tutto bruciato, aveva tutta una bruciatura cos\u00ec, l\u2019aveva preso in spalla, in spalla lui ed un altro e l\u2019hanno portato in cascina l\u00ec a Copiago.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia povera mamma, allora, faceva un po\u2019 da infermiera, era quella che faceva le punture nella cascina; allora ha preso il mio lettino \u2013  era una rete, una rete con un pagliericcio \u2013 e l\u2019ha sdraiato. Ha preso dell\u2019olio, l\u2019olio \u2013 mi ricordo benissimo \u2013 e le <em>biede<\/em>, le <em>biede<\/em> sono le coste, no, perch\u00e9 era tutto bruciato [gli facevano degli impacchi, ndr], gli passavano l\u2019olio sulle bruciature, poi aveva un piede che era tagliato a met\u00e0, c\u2019era la scarpa che pendeva. E io ero l\u00e0 vicino a vedere mia mamma, ero un bambino e sai com\u2019\u00e8. Aveva quel blusotto l\u00ec, da militare, e aveva un fascia cos\u00ec di dollari qua [fa segno sul petto, ndr] che io dicevo: <strong>\u00ab<\/strong>Va\u2019 quanti soldi che ha, va\u2019 quanti\u2026<strong>\u00bb<\/strong> ma loro non ci pensavano neanche ai soldi e andavano avanti a medicarlo! Allora l\u00ec mi ricordo questo piede che pendeva gi\u00f9, mia mamma con quell\u2019uomo l\u00ec hanno stretto un laccio per fermare il sangue, questo piede che pendeva cos\u00ec tutto\u2026 Dopo un po\u2019 cominciava ad arrivare camionette, non camionette, tutti qua a vedere: \u00e8 arrivato un sidecar da Rosate, era il capo-fascista, Mazzinetta, di Rosate\u2026 lui e quello del motocarro \u2013 sidecar \u2013 sono scesi\u2026 un casino. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec, allora, avevamo anche gli sbandati in quel periodo, allora si erano nascosti. E mentre mia mamma lo stava medicando, dopo un po\u2019 arriva anche un camion, un camion di Tedeschi e l\u00ec allora un casino: fric, fruc, frac, io non capivo niente cosa dicevano, l\u2019hanno preso con il lettino e tutto, l\u2019hanno preso e l\u2019hanno caricato sul camion e l\u2019hanno portato via. E l\u00ec in cascina per un paio di mesi \u00e8 stato un casino: venivano gi\u00f9 a cercare gli altri tre che si erano paracadutati. Io so che due li hanno portati via, li hanno nascosti, il terzo non lo so, il quarto era quello che mio pap\u00e0 ha portato l\u00ec e il quinto \u00e8 morto, era il pilota, l&#8217;han trovato morto l\u00e0 vicino all\u2019aeroplano. <\/p>\n\n\n\n<p>Allora l\u00ec, per un mese, i fascisti e i tedeschi venivano gi\u00f9 tutte le sere a cercare quelli che sono spariti. Erano inglesi, li hanno nascosti in casa, nei camini\u2026 I fascisti e tedeschi andavano sulle casse del fieno con gli aghi per vedere, per trovare quelli l\u00ec perch\u00e9 pensavano che erano l\u00ec intorno\u2026 Per un mese abbiamo avuto avanti e indietro i fascisti ed i tedeschi. Specialmente i tedeschi venivano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la storia che mi ricordo dell\u2019aeroplano. Precedentemente, come diceva Rino, di notte sentivamo l\u2019aeroplano, veniva il \u201cPippo\u201d, l\u2019aeroplano\u2026 C\u2019era la luce in casa, una specie di\u2026 allora la mia povera mamma mi ricordo che metteva uno straccio per nascondere il chiaro e quando arrivava l\u2019aeroplano mio pap\u00e0 ci prendeva, uno di qua e l\u2019altra sorellina di l\u00e0, e ci portavano nella stalla. Poi quando l&#8217;aereo ripartiva, tornavamo in casa. <\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo l\u00ec, a Copiago avevamo sette o otto sbandati: avevano fatto una buca in fondo ad un campo, una marcita \u2013 una marcita era quel tappeto verde \u2013 hanno fatto una buca con delle assi e poi mettevamo su la <em>teppa <\/em>[muschio verde, ndr], e di sera mio pap\u00e0 gli portava l\u00e0 da mangiare con un paiolo, portava l\u00e0 il minestrone o la minestrina. Questo qui \u00e8 il mio ricordo\u2026 poi, ogni tanto, sai, con la storia dell\u2019aeroplano, gli sbandati erano incasinati perch\u00e9 tutte le sere venivano gi\u00f9 i tedeschi per vedere di trovare gli inglesi\u2026 Dopo questi qua io non so che fine hanno fatto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D. Di dov\u2019erano questi sbandati?<\/strong><br><br>Due-tre erano di Gaggiano, c\u2019era anche il Pasi Eraldo che era mio cugino, poi c\u2019era il pap\u00e0 del Pezzotti che era l\u00ec sbandato, ce n\u2019era l\u00ec un sette o otto\u2026 non li conosco bene ma per\u00f2 so che ce n\u2019era. Mi ricordo che c\u2019era un po\u2019 di giovani ai quali mio pap\u00e0 andava a portargli da mangiare, con la pentola, con il paiolo, gli portava da mangiare nei campi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AC Dormivano nei campi?<\/strong><br><br>S\u00ec, hanno fatto una buca, perch\u00e9 prima erano un po\u2019 pi\u00f9 liberi, ma da quanto \u00e8 venuto gi\u00f9 l\u2019aeroplano e cercavano questi tre che mancavano &#8211; i tre inglesi che han fatto sparire &#8211; gli sbandati han dovuto nascondersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D. Chi ha fatto sparire gli inglesi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eh, chi\u2026 Mi hanno detto che il Paghini ne ha trovati due; il terzo \u2013 che so io \u2013 ho un dubbio ma non posso dirlo perch\u00e9 non sono sicuro&#8230; li hanno nascosti, dopo non so che fine hanno fatto per\u00f2 so che li avevano nascosti. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/428.-Guastoni-e-Tajoli_1961.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8210\" width=\"389\" height=\"625\"\/><figcaption>Giancarlo Guastoni (al centro) con Luciano Tajoli (seduto), Gaggiano (MI), 1961.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>D. Ma, quindi, chi li ha nascosti?<\/strong><br><br>Eh, qualcuno che era a casa sbandato. Li ha nascosti e noi tutti i giorni eravamo sotto tiro perch\u00e9 i tedeschi venivano a cercarli. Uno che ha portato via questi due soldati era il Paghini, il terzo che hanno salvato non so chi \u00e8, so che l\u2019hanno nascosto, ho un dubbio ma non sono sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D. Come vivevano gli sbandati?<br><\/strong><br>Questi sbandati hanno formato una buca l\u00e0 nella marcita e mio pap\u00e0 li nascondeva, metteva delle assi e alla sera gli portava da mangiare. Poi, mi ricordo che il giorno dopo il fatto andavamo l\u00e0 dove c\u2019era l\u2019aeroplano e spariva pezzo dopo pezzo! Mi ricordo due di Rosate, con due biciclette, uno davanti ed uno\u2026 mettevano su dei pezzi di alluminio sui manubri&#8230; perch\u00e9 portavano via anche i pezzi di alluminio. I paracadute no, i paracadute erano di seta: sono spariti subito, basta, non ne hanno trovato pi\u00f9 uno. Chi arrivava per primo prendeva e portava a casa: sai, era un momento difficile, chi poteva prendere\u2026 <br>Noi che eravamo l\u00ec non abbiamo preso niente\u2026 mi hanno portato via il lettino e non l\u2019ho trovato pi\u00f9, questa \u00e8 la verit\u00e0\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, ho un altro ricordo, di bambino, come figlio di contadino\u2026 Questo episodio dell\u2019aereo \u00e8 avvenuto a settembre, ad ottobre &#8211; io facevo la Prima allora &#8211; sono venuto a casa da scuola e sono andato con mio  pap\u00e0 &#8211; andavo sempre con lui \u2013 su una riva, a prendere un po\u2019 di erba, perch\u00e9 avevamo quattro conigli: io avevo il sacco aperto e mio pap\u00e0 mi metteva dentro l\u2019erba e l\u00ec arriva il fittabile di Copiago che era il podest\u00e0 di Noviglio &#8211; perch\u00e9 noi eravamo sotto Noviglio &#8211; arriva e dice al mio pap\u00e0: <strong>\u00ab<\/strong>No, no, Guastoni; Guastoni, no, no, l\u2019erba l\u00ec devo fare la stramaia [cibo per gli animali, fatta con le erbacce e le stoppie, ndr] per le mie bestie!<strong>\u00bb<\/strong>. E gli ha vuotato il sacco, ed io ero l\u00ec che quasi, quasi mi venivano gi\u00f9 le lacrime. E il mio pap\u00e0 gli diceva: <strong>\u00ab<\/strong>Ma ho tre figli, un po\u2019 di erba per le coniglie\u2026<strong>\u00bb<\/strong>. <strong>\u00ab<\/strong>No, no, questa \u00e8 l\u2019erba per le mie bestie<strong>\u00bb<\/strong> e poi gli ha dato la disdetta. Dopo quindici giorni, siccome ci davano un po\u2019 di merce al posto dei soldi \u2013 e i soldi erano pochissimi \u2013, ogni quindici giorni ci davano la mesata, era lo stipendio, quattro soldi, \u00e8 andato per prenderli e non glieli ha dati perch\u00e9 gli ha rubato l\u2019erba. Allora mia pap\u00e0 &#8211; lui non ha mai mosso le mani, mai, mai\u2026 non ha mai toccato un suo figlio, che mi ricordo &#8211; ma quel giorno l\u00ec ha preso per la gola il fittabile perch\u00e9 non gli ha dato i soldi per l\u2019erba. Dopo sono venuti altri paesani e li hanno divisi\u2026 Dopo otto giorni, sono arrivate due righe e gli ha dato la disdetta; la disdetta vuol dire che all\u201911 di novembre doveva andare via; allora all\u201911 di novembre siamo andati a Tainate che era il paese pi\u00f9 vicino. Arriviamo a Tainate, e come bambino mi dicevano: <strong>\u00ab<\/strong>Eh, tuo pap\u00e0 \u00e8 stato fortunato! Che l\u2019hanno mandato via e non l\u2019hanno picchiato!<strong>\u00bb<\/strong>. Teh! Oltretutto che mi ha vuotato il sacco, mi ha mandato via\u2026 \u00e8 stato fortunato perch\u00e9 non l\u2019hanno picchiato. Questa \u00e8 la storia di quando io ero bambino ed ero nelle cascine\u2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"399\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/436-Campagna-dintorni-Copiago.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8357\"\/><figcaption>Campagna nei dintorni di Cascina Copiago (foto di A. Citelli)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>D. Tuo padre come la pensava politicamente?<\/strong><br><br>Mio pap\u00e0 era socialista lui, \u00e8 sempre stato socialista, poi \u00e8 diventato comunista. Io, da bambino, dopo sono andato a Sporzano, dove c\u2019era il mio amico Rino (Rino Macchi, ndr) e dopo il \u201945 mi sono iscritto alla Fgci (Federazione giovanile comunista italiana, ndr). Nel \u201950, ero gi\u00e0 iscritto alla Fgci  perch\u00e9 quella memoria del sacco, io ce l\u2019ho qua [fa segno sulla fronte, ndr] e se quello l\u00e0 era nero, io ero rosso; se lui era rosso, io diventavo nero ma siccome che lui era un nero perch\u00e9 era il podest\u00e0, io con quella storia l\u00ec, io ero all\u2019incontrario; se lui era nero, io diventavo rosso; lui era nero, io sono diventato rosso, per quella memoria l\u00ec del sacco. Quello l\u00ec non mi andr\u00e0 mai via, mai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D. Cosa ricordi del 25 aprile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo un po\u2019 di bandiere, bandiere rosse, un po\u2019 di\u2026 gli sfollati, quelli l\u00ec, ma a dir la verit\u00e0 non ce l\u2019ho proprio in mente, l\u00ec nelle cascine c\u2019era poco. Perch\u00e9 al 25 aprile ero ancora a Tainate, dopo a novembre sono andato a Sporzano, in due anni ho fatto due traslochi, a S. Martino!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D. Rino parlava prima della paura che avevano i bambini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eh, s\u00ec, la paura dei bambini era sempre per gli aeroplani. In quel momento l\u00e0, poi, io avevo a casa la mia zia sfollata da Milano, abitava in piazzale Lotto; e allora era l\u00ec sfollata. Ricordo che una sera abbiamo mangiato, la mia povera mamma gli diceva che erano gli uccellini, ma invece erano i topi di granaio, eh, mangiavamo i ratti di granaio, i topi di granaio, e diceva che erano buonissimi ma io la sapevo mi sorgeva la saliva in bocca perch\u00e9 sapevo che erano\u2026io, ma loro li mangiavano volentieri, in quel periodo l\u00ec. E la paura era quando passava il \u201cPippo\u201d e allora via tutta la luce, scappavi\u2026 andavamo nelle stalle, quando finiva, tornavamo a casa. E la paura di andare a scuola quando, magari attraversavi, passava l\u2019aeroplano: allora, sotto il tombino! Sotto di qua, sotto di l\u00e0! Sai come era, ci nascondevamo\u2026come arrivava l\u2019aeroplano, c\u2019eravamo io, il Rino, noi amici cos\u00ec che andavamo a scuola, eravamo in cinque o sei, in gruppo e allora\u2026sotto il tombino di qui, sotto il tombino di l\u00e0 e via. <br>Ah, ho un altro ricordo: scambio merce, scambio merce vuol dire che veniva uno in bicicletta con il formaggio, con i saracchi, e noi avevamo i galli, no, i polli. Allora viene l\u00ec e un giorno mia mamma gli dava tre o quattro galli e in cambio ci davano i formaggi, le acciughe e io ho detto a mia mamma: <strong>\u00ab<\/strong>Ma mamma, a me piace di pi\u00f9 il galletto del formaggio!<strong>\u00bb<\/strong> e lei mi ha detto: <strong>\u00ab<\/strong>Ma <em>nan<\/em>, io con il cambio mangio tutto il mese con i quattro galletti mangiamo tre giorni<strong>\u00bb<\/strong>. Ecco, ho finito, questa \u00e8 la mia storia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la testimonianza di Giancarlo Guastoni (1937 &#8211; 2018) raccolta nel 2004 nel corso della lavorazione del video &#8220;Ballo d&#8217;Aprile. Memorie di un paese alla vigilia della Liberazione&#8221;, per la regia di Aurelio Citelli, prodotto dalla Provincia di Milano e dal Comune di Gaggiano. Guastoni, di famiglia contadina, ricorda l&#8217;episodio dell&#8217;aereo britannico colpito dalla contraerea tedesca nei cieli sopra Gaggiano e caduto nelle campagne vicino alla Cascina Copiago (Noviglio, MI).&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/baraban.it\/web\/2025\/01\/02\/memorie-della-resistenza-giancarlo-guastoni\/\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Lui era nero, io sono diventato rosso. 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