{"id":9116,"date":"2025-09-26T05:36:35","date_gmt":"2025-09-26T06:36:35","guid":{"rendered":"https:\/\/baraban.it\/web\/?p=9116"},"modified":"2025-11-17T15:21:24","modified_gmt":"2025-11-17T16:21:24","slug":"i-suonatori-di-piva-defendente-sacchi-un-etnografo-dantan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/baraban.it\/web\/2025\/09\/26\/i-suonatori-di-piva-defendente-sacchi-un-etnografo-dantan\/","title":{"rendered":"I suonatori di piva. Defendente Sacchi, etnografo d&#8217;antan"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width:500px;\" class=\"aligncenter wp-block-post-featured-image\"><img width=\"704\" height=\"726\" src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/I-suonatori-di-piva.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"I suonatori di piva. Defendente Sacchi, etnografo d&#8217;antan\" loading=\"lazy\" \/><\/figure>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Aurelio Citelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era il gennaio 1837 ma Defendente Sacchi, attento osservatore di cose &#8220;normali&#8221;, raccont\u00f2 sul periodico <strong><em>Cosmorana pittorico<\/em><\/strong>, la calata dalle montagne dei suonatori di piva per suonare nelle strade e nelle case di citt\u00e0. Un  bel racconto che, gi\u00e0 anticipato parzialmente nel mio saggio <strong><em>Piva , bande, pastorali e pastori (svizzeri)<\/em><\/strong> pubblicato nel volume di Aurelio Citelliin Giuliano Grasso, <strong><em>La Piva natalizia tra Milano e il Ticino<\/em><\/strong>, edito dall&#8217;Associazione culturale Baraban nel 2019 (Collana Il gelso, ACB\/BOOK + DVD 22), viene qui pubblicato pi\u00f9 estesamente.<br><strong>Defendente Sacchi <\/strong>(Casamatta, Campomorto di Siziano, PV, 27 ottobre 1796 &#8211; Milano, 20 ottobre 1840) , di Giuseppe Antonio e Marianna Sacchi, dopo aver frequentato il Ginnasio di Pavia si laure\u00f2 in Legge nella citt\u00e0 ticinese nel 1817.<br>Nel 1818 intraprese un\u2019intensa stagione di pubblicazioni in ambito filosofico, storico e letterario. Oppositore degli austriaci, rimase implicato nelle indagini relative alla Carboneria. Ha pubblicato innumerevoli articoli sulle pi\u00f9 importanti riviste culturali del tempo: lo \u00abSpettatore Italiano\u00bb, la \u00abMinerva Ticinese\u00bb, gli \u00abAnnali universali di Statistica\u00bb, la \u00abGazzetta Privilegiata di Milano\u00bb, il \u00abPirata\u00bb, il \u00abCosmorama pittorico\u00bb e altri. Dal 1835 fino alla morte fu direttore del \u00ab<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cosmorama_Pittorico\">Cosmorama Pittorico<\/a>\u00bb periodico stampato a Milano, fra le prime riviste in cui le illustrazioni ricoprivano un ruolo importante.<br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/baraban.it\/web\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Defendente_Sacchi-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9123\" width=\"300\"\/><figcaption>Defendente Sacchi (1796 &#8211; 1840)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dal \u00abCosmorama pittorico\u00bb, n. 1, Gennaio 1837.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I SUONATORI DI PIVA<br>FESTE DELL&#8217;ANNO NUOVO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Gli uomini di tutte le et\u00e0 e di tutte le nazioni celebrarono con feste sacre e pubbliche il cominciare dell&#8217;anno, poich\u00e8 \u00e8 un grande avvenimento che segna con carattere indelebile il succedersi delle vicende dall&#8217; et\u00e0 delle donne , fino al mutare delle stagioni. Non \u00e8 gi\u00e0 che in tutti i popoli e in tutti i tempi si incominciasse l&#8217;anno nell&#8217;epoca in cui lo principiamo noi stretti ad una sola fede: molti il variarono nel tempo, tutti il celebrarono con feste. Non sia vano qui ricordare queste pratiche presso le pi\u00f9 grandi nazioni: \u00e8 proverbio che ne&#8217; primi giorni dell&#8217;anno convenga provare un po&#8217; di tutto: non deve quindi mancarvi anche la noja dell&#8217; erudizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura fu la prima maestra degli uomini, le sue leggi eterne furono quelle che crearono le loro idee dell&#8217; ordine, quindi il girare delle varie stagioni, le rivoluzioni di quell&#8217; astro che divide i giorni e feconda l&#8217;universo, furono per loro grandi avvenimenti, che li condussero ad ordinare il giro dell&#8217;anno. Infatti i quattro tempi vennero sempre considerati come grandi epoche o pubbliche o religiose. I Chinesi levarono padiglioni alle quattro suore delle quattro stagioni; l&#8217;Imperatore Fohi aveva stabiliti sacrifici che si celebravano ai due equinozj e ai due solstizj. Costantino Dorville nota poi che que&#8217; popoli si preparavano a queste feste con tre giorni di digiuno, quindi le sacravano alla loro divinit\u00e0 Tien, o il Cielo. Le stesse feste de&#8217; quattro tempi si celebravano in Egitto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno poi s&#8217; incominci\u00f2 in alcuno di questi quattro tempi, e fu variata la scelta secondo le varie circostanze del clima, del territorio e dell&#8217;indole degli abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tolomeo, che fu de&#8217; pi\u00f9 grandi astronomi antichi, ragiona appunto (lib. 1, cap. 10) di questi quattro tempi, ne&#8217; quali s&#8217; iniziava l&#8217;anno presso diversi popoli: egli dice che alcuni avevano scelto l&#8217;equinozio di Primavera, perch\u00e8 in quella stagione il giorno riprende il suo impero sulla notte, e la luce ottiene una specie di vittoria stille tenebre; quindi la nuova vegetazione, la natura che si rigenera. Altri presero il solstizio d&#8217;Estate, perch\u00e8 il giorno \u00e8 nel pi\u00f9 lungo della sua durata: altri l&#8217;Autunne perch\u00e8 allora raccolti i frutti, si affidano alla terra i semi di nuova messe: finalmente si scelse da altri il solstizio d&#8217; Inverno come principio di rivoluzione solare annua, perch\u00e8 corso il sole (\u00e8 Tolomeo che parla; noi possiamo intendere lo stesso della terra) e compiuto suo giro, ne ricomincia uno nuovo. (&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente il nostro anno si chiama Gregoriano, perch\u00e8 Papa Gregorio XIII emendo un errore corso nel Calendario di Cesare, che supponeva l&#8217;anno solare pi\u00f9 lungo di circa dodici minuti del vero. Il Pontefice nel 1582 nel mese d&#8217;Ottobre tolse dieci giorni, sicche dal cinque si salt\u00f2 al quindici; stabili che nello spazio di 400 anni si levassero tre bisestili, e tutto pare compensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono solenni e sacre le feste che iniziano l&#8217;anno novello fra di noi. Di pubbliche non ve ne hanno, e pare non ve ne avessero neppure nel medio-evo, tempo nel quale si erano di tanto moltiplicate. Per\u00f2 sono giorni di letizia, perch\u00e8 danno incominciamento al carnevale: sono giorni di tripudio domestico: \u00e8 la festa di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra gli usi che la gola suggerisce a rallegrare il primo giorno dell&#8217;anno, \u00e8 pi\u00f9 universale fra di noi quello della focaccia: sarebbe mai per qualche antica ricordanza a raffigurare il Sole?&#8230; Ah! non mi ascoltino gli archeologi, perch\u00e8 griderebbero profanazione alla deit\u00e0 d&#8217;Apollo. Sia a loro cercarne altra origine pi\u00f9 ragionevole; intanto pensiamo alla focaccia il primo di dell&#8217;anno imbandita ne&#8217; pranzi, e pi\u00f9 di consueto nella sera alla brigata di amici che si stringono a conversare nella stessa casa. (&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Sovente col primo dell&#8217;anno s&#8217;incominciano le danze cittadine, si d\u00e0 mano ai matrimoni accordati nell&#8217;avvento; infine si prepara nei grandi e nel popolo una stagione di tripudj: di que&#8217; de&#8217; grandi parte ne abbiamo toccati, e lo splendor delle feste o \u00e8 noto, o verr\u00e0 altra volta ricordato: vi hanno alcune usanze del popolo che invece non si vogliono dimenticare. Gl&#8217; Italiani hanno quasi naturale la musica e nel modo stesso che nelle citt\u00e0 tutti inclinano al suono ed al canto di eletti numeri, nelle campagne si usano rusticali strumenti e cantilene melodiose. Nei monti si suona specialmente la <strong>piva<\/strong> dai pastori; si accordano due o tre con altri istrumenti da fiato e suonano dei graziosi motivi pastorali, ai quali specialmente la piva tiene una specie di eco o di ripieno. <br>Coll&#8217;anno nuovo i suonatori di piva calano dai monti, o si fermano nei paesi e nelle citt\u00e0. In quelle che sono prossime alle Alpi ed agli Apennini s&#8217; incontrano pi\u00f9 spesso questi suonatori: essi talora suonano per le contrade raggruppati in un angolo della piazza, sotto un&#8217; immagine, attraversando le contrade pi\u00f9 popolose: la gente s&#8217;affolla loro intorno, ed essi suonano tranquillamente, e n\u00e8 cercano, n\u00e8 ricevono mercede. I suonatori di piva sono chiamati sovente a fare concerto nelle case ove si ha il Presepio. Nei paesi e nelle citt\u00e0 poi, ove sono radunati molti montanari, i suonatori di piva tengono in alcune sere del carnevale feste da ballo: hanno alcune stanzaccie grandi, in mezzo alle quali \u00e8 colla corda fatta una specie di palestra quadrata: l&#8217;ingresso \u00e8 libero a ciascuno per vedere; que&#8217; che vogliono ballare, passano la corda, ad ogni danza che menano, che in loro favella chiamano <em>corrente<\/em>, pagano una piccola moneta. Quei balli al suono della rustica piva sono animati e ad un tempo semplici, schietti: son balli curiosi che tengono ancora degli antichi italiani, e della semplicit\u00e0 agreste. <br>Questi suonatori di piva e queste danze si scontrano specialmente nelle citt\u00e0 del Piemonte prossime ai monti, e si propagano fino a Pavia ed a Milano. Per\u00f2 in quest&#8217; ultima citt\u00e0 i suonatori di piva hanno un altro tempo nel quale sono chiamati a parte d&#8217;una pubblica festa. Nel giorno della Madonna delle candele i commercianti d&#8217; Oggebio, paese prossimo al Lago Maggiore, che abitano a Milano, celebrano una sagra nella chiesa di San Stefano; questa \u00e8 rallegrata da due compagnie di montanari suonatori di piva. In questo modo fra le citt\u00e0 leziose, il lusso e la galanteria, fra la musica strepitosa di Rossini, si alternano ancora gli usi e le armonie, che ricordano le care innocenze della natura&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Defendente Sacchi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel gennaio 1837 Defendente Sacchi raccont\u00f2 sul &#8220;Cosmorana pittorico&#8221; la calata dalle montagne dei suonatori di piva per suonare nelle strade e nelle case di citt\u00e0. Un  bel racconto che, gi\u00e0  pubblicato parzialmente nel volume di A. Citelli e G. Grasso &#8220;La Piva natalizia tra Milano e il Ticino&#8221;, edito dall&#8217;Associazione culturale Baraban, viene qui pubblicato pi\u00f9 estesamente.&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/baraban.it\/web\/2025\/09\/26\/i-suonatori-di-piva-defendente-sacchi-un-etnografo-dantan\/\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">I suonatori di piva. 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