Aurelio Citelli

voce solista, tastiere, bouzouky, ghironda

Musicista, ricercatore e compositore, si dedica alla raccolta di musiche tradizionali, memorie etnografiche e storia orale.

Ha iniziato la sua attività di musicista nell’estate del 1968, appena dodicenne, esibendosi con diversi gruppi musicali beat, rock e di musica popolare (La fine del mondo, Electric dream, L’ira dell’uomo, Axum, Celtag) come cantante, tastierista, chitarrista e suonatore di strumenti a corde (bouzouky, mandolino, dulcimer, zither).

Nel 1980, dopo aver compiuto registrazioni in Irlanda, Bretagna e Berry, ha intrapreso con Giuliano Grasso campagne di ricerca in Italia settentrionale (Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte) raccogliendo centinaia di canti popolari, musiche da ballo, brani rituali e testimonianze di cantori e suonatori.

Nel 1982, chiusa l’esperienza di Celtag, con Grasso, Vincenzo Caglioti e Guido Montaldo ha fondato Barabàn con il quale ha tenuto oltre 1650 concerti in tutta Europa, URSS (ora Federazione Russia) e Canada, ha partecipato ai maggiori folk festival europei e inciso 8 album e un DVD.

Voce solista del gruppo, suona le tastiere, il bouzouky, la ghironda e, occasionalmente, la chitarra e la fisarmonica. Il suo stile di canto, caratterizzato dall’originalità dell’interpretazione e da un’emissione ricca di passione, deriva dalla frequentazione dei cantori popolari dell’Appennino pavese dai quali ha assimilato modi, tecnica ed espressività.

Strumentista autodidatta, ha musicato alcune liriche del poeta Franco Loi (Italia, La set, I sàres) pubblicate nel CD Terre di passo e composto alcuni noti brani di Barabàn – 14 Luglio, Terre di passo, Capelli di cenere – gli strumentali de La Merla e della versione di Barabàn di Canzone del Maggio (di De André), e il valzer A pe, dedicato al fornaio anarchico Sante Caserio, di Motta Visconti (MI).

Aurelio Citelli in concerto con Barabàn al Bardentreffen Festival, Norimberga (Germania), 2014


Nel 1986 ha promosso la costituzione dell’Associazione culturale Baraban con la quale ha pubblicato volumi, saggi, videodocumentari e curato l’edizione di CD e DVD (compresi i 9 album di Barabàn). In collaborazione con enti pubblici, associazioni del terzo settore e privati ha ideato e organizzato rassegne e iniziative sulla musica popolare. Ha tenuto corsi e seminari di canto tradizionale in Italia e Svizzera.

Dal 1990 fa parte dell’ensemble italo-svizzero Padus con il quale ha tenuto concerti in Italia e Svizzera.

Nel 2006 ha costituito Musiche selvagge, ensemble dedicato alla valorizzazione della cultura musicale delle terre appenniniche delle Quattro Province, con il quale ha prodotto il CD Sentré.

Nel 2024 ha ideato e coordinato il progetto Con i piedi nell’acqua. Donna, canto e lavoro tra Lomellina e Oltrepò Pavese, dedicato ai repertori femminili di risaia del territorio pavese, sostenuto da AESS (Archivio di Etnografia e Storia Sociale) e Regione Lombardia. Nel corso del progetto ha promosso la creazione del portale APPENNINICA un archivio del patrimonio musicale di tradizione orale del nord Italia.

Nel 2025 ha ideato e diretto il progetto Voci libere. Il patrimonio vocale dell’Appennino Pavese, un’eredità da preservare, votato alla tutela della tradizione di canto dell’Oltrepò Pavese, supportato da Regione Lombardia e AESS (Archivio di Etnografia e Storia Sociale). Nel 2026, il progetto – dedicato ai canti rituali – è stato nuovamente promosso e finanziato da Regione Lombardia a AESS.

Nel corso delle sue indagini ha raccolto la testimonianza e i repertori di decine di cantori e suonatori popolari, ex mondine, contadini, operai, artigiani, partigiani fra i quali: Luchino dal Verme (partigiano, comandante della Divisione “Gramsci” e imprenditore), Eva Tagliani (contadina, cantatrice), Nedo Fiano (sopravvissuto ad Auschwitz), Giovanna Nobili (mondina, cantatrice), Mario Brignoli (contadino, cantore), Agide Sassi (soldato della Divisione Acqui, sopravvissuto a Cefalonia), Anna Meda (filandera), Ede Brunelli (operaia), Libero Giacomelli (partigiano), Enrico Piccaluga (deportato a Dachau). Ha inoltre raccolto la testimonianza di Moni Ovadia (attore teatrale, drammaturgo e scrittore), Ferdinando Scianna (fotografo), Ferruccio De Bortoli (giornalista, già direttore del Corriere della Sera), Gianfranco Maris (deportato a Mauthausen, avvocato), Roberto Leydi (etnomusicologo), Bruno Pianta (etnografo), Febo Guizzi (organologo), Cesare Bermani (storico).


DISCOGRAFIA

Barabàn

  • Madau D-013 – Musa di pelle, pinfio di legno nero (1984)
  • ACB CD01 – Il valzer dei disertori (1987)
  • ACB CD04 – Naquane (1990)
  • ACB CD06 – Live (1994)
  • ACB CD09 – La Santa Notte dell’Oriente (1996)
  • ACB CD13 – Terre di passo (2002)
  • ACB DV15 – Venti5 d’Aprile. Suoni, immagini e memorie per la Resistenza, 2005
  • ACB CD21 – Voci di trincea. Concerto per la Grande Guerra (2015)
  • ACB CD28 – Il violino di Auschwitz (2024)

Musiche selvagge

  • ACB CD17 – Sentré (2007)

come curatore

  • ACB CD02 – A. Citelli e G. Grasso (a cura di), Canti e musiche popolari dell’Appennino pavese. I canti rituali, i balli, il piffero (1987)
  • ACB CD05 – Compagnia Sonadùr di Ponte Caffaro, Pas en amur (1993)
  • ACB MC08 – M. Savini e A. Citelli (a cura di), Curì o gént. Canti delle mondariso lomelline, pavesi e dell’Oltrepo (1995)
  • ACB MC10 – S. Cerra, A. Citelli e M. Savini (a cura di), Curmaia siur padron, Le mondine di Valle Lomellina, (1996)
  • ACB CD11 – F. Galvagni, A. Citelli, G. Grasso (a cura di), Noi siamo i Tre Re. La tradizione dei “canti della stella” in Valle Sabbia (1998)
  • ACB CD12 – A. Citelli e G. Grasso (a cura di), Eva Tagliani. La voce delle mascherate (2000)
  • ACB CD14 – A. Citelli, L. Fiocchi (a cura di), L’armonia. Tradizione campanaria nelle valli bergamasche (2005)

VIDEO

PUBBLICAZIONI

  • A. Citelli, G. Grasso, La tradizione della “piva” tra Milano e il Ticino, Bologna, 1985
  • A. Citelli, G. Grasso, La tradizione del piffero della montagna pavese, in: Pavia e il suo territorio, Milano, 1989
  • A. Citelli, G. Grasso, I rituali sacri e profani dell’Oltrepo pavese, in: Pavia e il suo territorio, Milano, 1989
  • G. Grasso, A. Citelli, La tradizione violinistica nell’Oltrepo pavese, Milano 1993
  • A. Citelli, Mario Brignoli: un cantore da piffero, in: AES Anno 1, n. 2, Vigevano, 1993
  • A. Citelli, Nord Sud, in: il manifesto – Ultrasuoni, Roma, 1997
  • A. Citelli, Roberto Leydi. Un monello e un modello della cultura italiana. Intervista a Febo Guizzi, in: FolkBulletin, 2003
  • ACB BOOK+DVD20 – A. Citelli, G. Grasso, A. Rovelli, M. Savini, Int u segnu. Guaritori popolari e pratiche magiche nelle Quattro province, Gaggiano, 2014
  • ACB BOOK+DVD22 – A. Citelli, G. Grasso, La Piva natalizia tra Milano e il Ticino, Gaggiano, 2019
  • ACB BOOK23 – A. Citelli, Lo chiamavano Manajetta. Storia di un’impiccagione a Gaggiano, e appunti sulla criminalità in Lombardia fra Sette e Ottocento, Gaggiano, 2022
  • ACB BOOK27 – A. Citelli (a cura di), Roberto Leydi. Il ‘monello’ che ci fece conoscere l’altra musica, Gaggiano, 2023
  • A. Citelli, Traditori, signori ufficiali. Contro/cantare la guerra, in: Charge, n. 14, 2024
Aurelio Citelli al Etétrad Festival, Charvensod (AO), 2019